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Al Centro Studi Americani l’incontro “Affaire Moro. Verso una nuova commissione d'inchiesta sul caso Moro, stragi e terrorismo”. Presentata la mostra con una 40ina di foto provenienti dall’Archivio Giansanti, tra cui i celebri scatti del momento in cui fu scoperto il corpo dello statista democristiano

“È ancora necessario andare a trovare i tasselli di questo affresco ancora incompleto e farlo con uno spirito bipartisan, al di là degli odi contrapposti del passato, per trovare finalmente la verità. Non a caso abbiamo utilizzato il titolo scelto da Leonardo Sciascia ‘l’Affaire Moro’ proprio per rappresentare questa necessità di rappresentare una verità che non sia ‘una’ verità, ma la verità effettiva di quello che è accaduto all’onorevole Aldo Moro e alla sua scorta e di quello che è successo in quegli anni”. Lo ha detto Federico Mollicone, presidente Commissione Cultura della Camera, a margine dell’incontro presso il Centro Studi Americani “Affaire Moro. Verso una nuova commissione d’inchiesta sul caso Moro, stragi e terrorismo”. Presente anche Giuseppe Fioroni, già Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Moro II.

LA MOSTRA

In mostra al Centro Studi Americani – la cui sede è proprio in via Caetani dove avvenne il ritrovamento di Moro – una 40ina di foto provenienti dall’Archivio Giansanti, tra cui i celebri scatti che hanno immortalato il momento in cui fu scoperto il corpo di Moro all’interno del portabagagli della Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani. Mollicone ha quindi rivolto il suo plauso a Civita Mostre e Musei e all’Archivio Giansanti per “questa mostra multimediale. Giansanti fu il primo ad arrivare in via Caetani, questo gli permise di scattare le foto che fecero il giro del mondo e diventarono l’icona stessa del ritrovamento dell’onorevole Moro. Questa mostra è anche una mostra drammatica perché ci sono scatti dell’agguato e dei corpi. Immagini dure, difficili, molte neanche pubblicate. Abbiamo pensato che mostrarle potesse far entrare nel clima dell’Affaire Moro e di quello che ha rappresentato nella storia repubblicana”.

LE FOTO DELL’ARCHIVIO GIANSANTI

“Gianni Giansanti ha seguito un po’ tutto il caso Moro, dai primi momenti del rapimento fino al tragico epilogo”, ricorda Fabio Morgan, rappresentante dell’Archivio Giansanti. “Quel giorno stazionava davanti alla sede della Democrazia cristiana e a un certo punto vide uscire dal portone di Piazza del Gesù dei poliziotti in borghese che salgono su una macchina e si dirigono a tutta velocità verso Largo Argentina. Giansanti li segue con la moto e, arrivato a via Caetani, riuscì a infilarsi dentro un appartamento dal quale fotografò la storia, riuscendo in maniera rocambolesca a non farsi poi togliere i rullini e a scappare via con i negativi, che diede all’Associated Press e al Time”, aggiunge ancora Morgan.

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