Sabato 21 febbraio alle ore 10:30 presso la Sala Catasti dell’Archivio di Stato di Napoli, nell’ambito della rassegna “Dialoghi di carta. Incontriamoci in Archivio” sarà presentato il volume “Port’Alba e Antonio Álvarez de Toledo” di Daniela Campanelli, Donatella Cucuccio e Stefania Paoli, Giannini Editore. A introdurre e a dialogare con le autrici sarà l’archivista Lorenzo Terzi, Direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Il volume, consultabile in open Access sul sito web archive.org (https://archive.org/details/port-alba-e-antonio-alvarez-de-toledo), è stato edito nel 2025, in occasione dei quattrocento anni dell’apertura di Port’Alba, una delle storiche porte della città di Napoli. Nel 1625, infatti, su sollecitazione di Paolo di Sangro Principe di Sansevero, Soprintendente del Tribunale della Fortificazione, Acqua e Mattonata, il viceré di Napoli Antonio Álvarez de Toledo V Duca d’Alba fece aprire su Largo Mercatello (oggi Piazza Dante) la porta che da lui prese il nome di Port’Alba. Fu, questo, uno degli ultimi interventi determinanti per la definizione della città vicereale. Un approfondimento urbanistico sull’area su cui insiste Port’Alba, documentato da immagini e piante storiche, alcune delle quali conservate nell’Archivio di Stato di Napoli, è a cura di Daniela Campanelli. Questo contributo getta luce su di un angolo di città caro ai Napoletani, ma la cui origine è ancora poco nota.
La storia, i luoghi e i personaggi dell’antica e potente famiglia D’Alba, importante e nobile lignaggio di Spagna, sono stati descritti e raccontati da Donatella Cucuccio, che fa una carrellata sulla storia degli illustri predecessori del viceré Antonio Álvarez de Toledo -attingendo anche dall’Archivio della Casa d’Alba- e sui rapporti culturali con Napoli di uno degli artisti più vicini a Don Antonio, Lope de Vega. Napoli protagonista del teatro spagnolo e centro di irradiazione culturale del Seicento napoletano. Del periodo del viceregno a Napoli di Antonio Álvarez de Toledo (1622-1629), dell’apertura di Port’Alba (1625) e della Napoli dei suoi tempi si occupano, invece, i due contributi di Stefania Paoli, arricchiti da documenti dell’Archivio Storico municipale di Napoli e dell’Archivio di Stato di Napoli, quasi tutti inediti. La prefazione al volume è di Silvana Dovere, Rettore Dirigente scolastico del Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di Napoli, dove insegnano le autrici. La prefazione è di José Vicente Quirante Rives, scrittore, avvocato, storico, poeta, ispiratore del lavoro. Spagnolo di nascita, napoletano di adozione. L’Istituto Cervantes di Napoli ha dato il patrocinio morale all’iniziativa.
