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Caso di Studio - Una metodologia complessa applicata al Complesso Monumentale Federiciano in Napoli che non è immediatamente percepibile nel suo immenso valore Monumentale e Storico

Il Complesso sorge maestoso sulla collina del Monterone, nel cuore pulsante di Napoli, narrando una storia millenaria che intreccia i suoi fili con la città.

Dalle mura greche del cortile della Minerva a Sant’Aniello a Caponapoli il percorso lungo il Monterone da una quota di 6m ad una quota di 58metri

Sin dal VI secolo d.C., quando era un monastero bizantino dedicato a San Salvatore, il sito ha visto susseguirsi dominazioni e trasformazioni, plasmandosi nel Tempo come testimone silenzioso e attore delle vicende napoletane.

L’area di nostro interesse fissata dalla mappa del duca di Noya. 131 è collegio massimo dei gesuiti ,152 complesso di san Marcellino e Festo 132 è il vico Monterone con chiesa di san Angelillo. 143 via Mezzocannone

Il Monterone, toponimo sconosciuto nella contemporaneità, con la sua mole ormai del tutto antropizzata, ha una storia geologica complessa e ancora viva. La sua origine vulcanica è evidente nella natura del suo materiale: il tufo, proveniente dalle eruzioni marginali del Vulcano Flegreo, ne compone la struttura, e rende facilmente disponibile un ottimo materiale per le costruzioni. Il toponimo è ancora riportato nella pianta del Duca di Noya del 1780 al n 132 come “Vico Monterone in ove Chiesetta S Angelillo. Qui finisce Napoli colle sue mura, aldilà tutto mare.” In quell’area insiste il Complesso Federiciano. Vogliamo svolgere un filo rosso nella sua complessità che divenga guida per un viaggio di auto-esplorazione e riflessione Per Neapolis. Il cronotopo fondante della città è un po’ sfuggente, per la sua storia complessa quasi incredibile che vede attive e concorrenti tutte le culture del MEDITERRANEO, e deve porsi tra IX e VI sec a.C. in un susseguirsi di eventi che hanno plasmato l’identità di questa città unica. Palepolis, Parthenope e Neapolis, pur distinte nel tempo, sono legate da una cronotopia, ovvero un intreccio di relazioni tra la loro dimensione spaziale e quella temporale, che si è sviluppata, con la sovrapposizione di diverse culture e popolazioni nello stesso luogo. Le leggende e i miti ci offrono un quadro affascinante della storia della città, ma i dati archeologici ci permettono di ricostruire con maggiore precisione gli eventi storici. Un altro aspetto di complessità è la frequentazione Micenea del Golfo di Napoli da (Vivara) XIII sec a.C. che certamente aveva segnalato all’oracolo di Delfi la geografia dei Luoghi influenzando gli insediamenti della colonizzazione post Micenea. Ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermarlo. Il che spiega molte cose sull’anima di questa città.

Vediamo chiaramente come Megaride ha i caratteri dei siti preferiti per stabilire nuclei di fondazione. Alture protette e vicine al mare facilmente difendibili. Di fronte Monte Echia con i medesimi caratteri ma un territorio più ampio alle spalle

I PRODROMI E L’ASSE TEMPORALE

X secolo a.C.: I primi insediamenti greci nello spazio di Napoli contemporanea risalgono al X secolo a.C. coloni greci fondarono un primo nucleo abitativo sull’isolotto di Megaride, l’attuale Castel dell’Ovo. Questo insediamento, inizialmente noto come Parthenope, divenne ben presto un fiorente centro commerciale e si trasferì sul Monte Echia con lo stesso nome per cui Megaride divenne Palepoli ed il nuovo insediamento Parthenope. Successivamente Parthenope si unì a Neapolis sorta sulla collina del Monterone, dando origine ad un’unica città. Palepolis, Parthenope e Neapolis pur distinte nel tempo, rappresentano le diverse fasi di sviluppo di un’unica realtà culturale ed urbana. I

l cronotopo che avvia il processo è la fondazione di Cuma nel VIII secolo a.C.: Cuma, nasce con una fondazione risalente al 740 a.C. La sua nascita è attribuita a coloni provenienti da Calcide, nell’isola di Eubea, guidati da Ippocle e Megastene. Divenuta una potenza marittima, fondò Parthenope sul promontorio di Monte Echia, espandendo la sua influenza nella zona.

VI secolo a.C.: L’arrivo dei Sanniti, popolo italico proveniente dalle zone interne, diede vita a un nuovo capitolo nella storia della città. Dopo un breve periodo di conflitto insieme ai Greci di Cuma, fondarono Neapolis nel 475 a.C., sul Monterone, dando vita a una nuova realtà urbana che univa le diverse culture presenti nel territorio.Ebbe uno sviluppo notevole che, in poco tempo, la portò ad unificarsi con l’insediamento di Monte Echia, La Città si svolgeva con un andamento altimetrico ad anfiteatro dai 62 metri di Caponapoli, ai 34 del decumano superiore ai 49 del decumano principale ai 34 del decumano inferiore. Neapolis, nasce con i crismi. La realizzazione della cinta muraria è l’evento di fondazione vera e propria.

V Sec a.C., (475 a.C.) Neapolis diventa una delle città più importanti della Magna Grecia, rivaleggiando con Siracusa e Taranto. La città conquista diverse città vicine, Cuma, Pitecusa, Nola espandendo il suo territorio e la sua influenza. In questo cronotopo la situazione diventa difficile da descrivere: 474 a.C.: Cuma (ovvero i neo napoletani) sconfigge gli Etruschi e Neapolis si assicura la sua egemonia sulla Campania,420 a.C.: Neapolis e Roma sono attori fortemente dialettici in Campania, Nel 326 a.C. Roma conquista Neapolis, ma per questioni geopolitiche le lascia notevole autonomia Tra il 216 a.C. e il I secolo d.C., la relazione tra Napoli e Roma subì notevoli cambiamenti, passando da una situazione di conflitto a una di stretta alleanza e integrazione nell’Impero Romano. Ecco gli eventi salienti:

216 a.C.: Napoli, alleata dei Cartaginesi, viene sconfitta dai Romani nella battaglia di Canne. La città subisce un assedio decennale e una parziale distruzione, prima di arrendersi definitivamente a Roma nel 211 a.C. 191 a.C.: Viene costruita la Via Appia, che collega Roma a Capua, non, Napoli.

91 a.C.: Napoli ottiene la piena cittadinanza romana con la Lex Julia, godendo di tutti i diritti e doveri dei cittadini romani diventa un importante centro culturale ed economico, rinomata per le sue scuole di filosofia, retorica e medicina. La città è frequentata da personaggi illustri come Cicerone, Virgilio e Seneca. I secolo d.C.: Sotto l’Impero Romano, Napoli prospera e si espande, divenendo una delle città più importanti dell’Italia meridionale. La città è abbellita con nuovi monumenti, tra cui il Teatro Romano e numerosi Templi. In questo periodo, Napoli e Roma mantengono una relazione stretta e collaborativa, contribuendo al successo e alla stabilità dell’Impero Romano. La città campana fornisce truppe, risorse e supporto logistico all’esercito romano, mentre Roma investe nello sviluppo infrastrutturale e culturale di Napoli.

I secolo d.C.: Neapolis vive un periodo di grande splendore sotto l’imperatore Augusto. La città continuò a prosperare durante l’Impero Romano, raggiungendo il suo apice nel II secolo d.C.

Nel IV secolo, Napoli entra a far parte dell’Impero Romano d’Oriente. La città vive una rinascita economica e culturale, favorita dalla stabilità politica e dalla ripresa degli scambi commerciali. Si assiste a una nuova fase di urbanizzazione, con la costruzione di nuove mura, chiese e monumenti. Il Cristianesimo si diffonde e diventa la religione dominante, portando alla costruzione di basiliche e alla nascita di monasteri

VI secolo: La città è conquistata dai Bizantini, dagli Ostrogoti e dai Longobardi. In questo periodo, Napoli si trova al crocevia tra Oriente e Occidente, assumendo un ruolo di primo piano nei commerci e negli scambi culturali. La città è influenzata da entrambe le culture, bizantina e latina, che si mescolano dando vita a un’identità unica, Napoli diventa un centro di studi teologici e filosofici, nonché un importante luogo di pellegrinaggio grazie alle reliquie di San Gennaro.

IX secolo d.C.: Neapolis viene conquistata dai Normanni. Fondazione del monastero benedettino di San Salvatore. In Insula Maris, Nel 1282, Neapolis fu conquistata dagli Angioini, che ne fecero la capitale del Regno di Napoli. La città prosperò nuovamente sotto il dominio angioino e divenne un importante centro artistico e culturale.

XVI sec Collegio Massimo dei Gesuiti nasce nel 1572 sui resti di alcuni edifici acquisiti in area prossima ai monasteri di san Marcellino e Festo e Chiesa del Gesù Vecchio: Un’antica chiesa risalente al XIII secolo.

XVI secolo d.C.: Napoli diventa parte del vicereame spagnolo. XVIII secolo d.C.: La città vive un periodo di Illuminismo Nasce il Palazzo degli Studi e la Biblioteca Universitaria di Napoli. Nel 1777 Il Palazzo degli Studi viene trasferito nel Collegio Massimo dei Gesuiti 1800: Con la soppressione degli ordini monastici, il complesso passa al demanio e diviene sede di vari istituti scolastici.1907: L’Università Federico II acquisisce il complesso, che diventa la sede di alcuni dipartimenti. XX secolo d.C.: nasce la Federico II che in perfetta logica di crescita “ad insulae” acquisisce le due insulae di san Marcellino e Festo e del Salvatore, Nasce il Complesso Federiciano, una Complessità di Valori che vanno Svolti e comunicati. XXI secolo: Il Complesso Monumentale Federiciano è oggi un importante polo monumentale, culturale e formativo che rispecchia l’Anima della città.

Veduta del complesso federiciano in rapporto alla linea di costa attuale

La centralità cronotopica del sito è evidente, e si esalta con l’accesso al complesso attraverso le Rampe del Salvatore. Per questa via si ha la sensazione di risalire il tempo, immergendosi nella ricca storia della città. Scendendo invece per il Vicolo Orilia, uno stenopoio della città greca, lo si chiude a ritroso, percorso che un tempo facevo quotidianamente per raggiungere il Dipartimento di Matematica da quello di Chimica e Fisica

ITINERARIO

Il complesso Federiciano testimonia un aspetto di Napoli che non bisogna mai dimenticare: Un tratto delle mura greche di Neapolis è inglobato all’interno del cortile della Minerva, poco distante dal Complesso Monumentale di San Marcellino ed a ridosso del complesso del Salvatore. Queste mura, risalenti al V secolo a.C., rappresentano una testimonianza tangibile della storia millenaria di Napoli. Sono il punto iniziale del nostro itinerario. Si propone un primo giro esterno al Complesso per prendere atto delle sue macro articolazioni ad insulae, episodi urbanistici determinati tra il XII e XIV sec dalla ricca presenza di cenobi in Neapolis, nel caso nostro i complessi di San Marcellino e Festo e del Salvatore. Dal cortile della Minerva si accede, attraverso le Rampe del Salvatore

La parte finale della Rampa chiusa al passaggio Alla terrazza di San Marcellino immaginando la visuale verso il mare e ripiega verso il Salvatore diretti al vicolo Orilia Per raggiungere Mezzocannone. A quel punto una biforcazione dell’itinerario richiede una scelta di priorità a) Salire verso Mezzocannone 8 ed accedere alla visita interna del Complesso Federiciano oppure b) visitare prima il parco archeologico messo in luce dall’archeologia preventiva nelle fermate Duomo, Università, Municipio, Toledo della Metrò Linea 1 per una visione archeologica dell’antica Neapolis in modo originale e coinvolgente e scoprire la viva storia millenaria della città e quindi di un‘Anima difficile da capire. Di Particolare interesse è lo scavo di Toledo Che ha messo in luce un insediamento neolitico con uno strato di arature che documenta il cronotopo Napoli 4000 a.C. cultura neolitica che retrodata la frequentazione del sito quantomeno al IV Millennio a.C. nel pieno delle migrazioni indoeuropeo del neolitico europeo
Il ritrovamento a Piazza Municipio, Porto della città, tre delle sette navi romane ritrovate che fanno di Napoli il centro dell’archeologia navale antica

CONCLUSIONI

L’idea di esplorare il Complesso Federiciano per creare un itinerario personalizzato per l’acquisizione di consapevolezza rappresenta un approccio innovativo e valido alla valorizzazione del Patrimonio Culturale. L’analisi diacronica e spaziale, intrecciata con le influenze reciproche, offre una prospettiva completa e sfumata di questo importante Complesso. Tale approccio ha il potenziale per generare nuove conoscenze e per svelare aspetti inediti della sua storia e del rapporto con la città di Napoli. L’analisi ha dimostrato l’importanza di adottare un approccio olistico e interdisciplinare per la valorizzazione del patrimonio culturale. La ricerca offre un metodo per rafforzare l’identità di Napoli per una destinazione turistica di eccellenza. I nuovi itinerari culturali rappresentano un modello innovativo per la fruizione del patrimonio culturale, in grado di coinvolgere un pubblico più ampio e diversificato. L’idea di considerare le diverse culture umane che si sono scontrate e sovrapposte sul territorio è fondamentale per comprendere la complessità della storia che, col Tempo, lascia il suo segno anche nella genetica umana.

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FedOA – Federico II University Press
SUMMA Bertini, Colesant & Soler La rete monastica nel tessuto urbano di Napoli (sec. XII-XVI)

ABSTRACT

Valorization, according to the law, consists of all the activities aimed at promoting knowledge of the cultural heritage and ensuring its best public use. We start from the assumption that the Federician complex analyzed diachronically in its formative process reflects the history, urban planning and soul of Naples. Therefore it is important to define a visit itinerary of the complex capable of evoking awareness of a very particular city recognized as a World Heritage Site by UNESCO. To facilitate the work I have developed a Chronotope, i.e. a paradigm of space, time, events, cultures useful for diachronic analysis.

Ciro Piccioli

Ciro Piccioli

Laureato in Chimica alla Federico II già Assistente supplente presso la cattedra di Chimica Applicata della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Napoli, già docente all’Istituto Speciale Caselli di Napoli per la Ceramica e la Porcellana di Capodimonte, Direttore Chimico Coordinatore della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, Consigliere Nazionale dei Beni Culturali MIBAC, E' stato docente di diverse discipline chimiche relative alla conservazione e restauro del Patrimonio Culturale presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, l’Università Federico II Consorzio Nettuno, Accademia di Belle Arti di Napoli ed altre numerose Istituzioni formative extra universitaria. Attualmente è Presidente dell'AIES Beni Culturali e promuove un convegno annuale su Diagnosi Conservazione Valorizzazione Patrimonio Culturale. È autore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali nel settore dei Beni Culturali. Scopus, Svolge attività di ricerca per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.

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