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“La gara al risparmio del Colosseo - spiegano - rappresenta un fallimento del binomio cultura e lavoro e un pessimo esempio per tutte le altre istituzioni culturali. Anziché moltiplicare pluralità e opportunità di lavoro esclude i professionisti più qualificati ridimensionando l’oggetto e l’ambito di gara e riconducendola ad una mera fornitura al massimo ribasso"

Protesta di fronte al Colosseo dei lavoratori delle biglietterie del parco archeologico che chiedono “la sospensione della gara” Consip di affidamento dei servizi di biglietteria del principale sito culturale d’Italia “o per lo meno una sua revisione in modo da garantire il nostro lavoro”. Secondo i manifestanti, infatti, il bando in scadenza il prossimo 3 novembre, “metterebbe in pericolo il lavoro di 120 persone e le loro famiglie” perché “non prevede nessun obbligo per chi subentra di assorbire i lavoratori attuali”. Il riferimento è in particolare alle FAQ 1,16 e 39 relative all’assorbimento del personale utilizzato dall’attuale concessionario.

“La gara al risparmio del Colosseo – sottolineano ancora – rappresenta un fallimento del binomio cultura e lavoro e un pessimo esempio per tutte le altre istituzioni culturali. Anziché moltiplicare pluralità e opportunità di lavoro esclude i professionisti più qualificati ridimensionando l’oggetto e l’ambito di gara e riconducendola ad una mera fornitura al massimo ribasso. Anziché tutelare i lavoratori alimenta la discrezionalità nelle garanzie del cambio appalto”.

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