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“Negli ultimi vent’anni le vendite dei diritti all’estero si siano triplicate: direi che questo dipende dall’impegno di case editrici e istituzioni. Si è capito, infatti, quanto è importante, dal punto di vista culturale ed economico, portare all’estero il nostro patrimonio letterario e lavorare su delle strategie condivise”. Così Simona Battiloro, Capo dell’Ufficio IV della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri, intervenendo da remoto all’incontro “Libri italiani fantastici e come esportarli: le strategie della Farnesina con l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il libro e la lettura” al Salone del Libro di Torino. “Il nostro Bando per le Traduzioni è volto a far conoscere i libri italiani all’estero, di conseguenza si punta a dare contributi a tutti coloro che ne fanno richiesta, purché la domanda venga presentata correttamente. Tradurre significa infatti anche ampliare la conoscenza dell’Italia fuori dai nostri confini e favorire lo scambio fra i popoli. Il Bando è passato da 200.000 euro nel 2019 a 635.000 nel 2022, e lo scorso anno con circa 500.000 euro abbiamo contribuito alla traduzione di 255 opere in 38 lingue – da quelle più note, come l’inglese e il francese, a quelle meno conosciute come l’armeno. Le vetrine che ci aspettano sono la fiera di Parigi nel 2023 e quella di Francoforte nel 2024. L’idea è far sì che queste fiere costituiscano una vetrina non solo per l’editoria italiana, ma anche per tutto il sistema Italia. Per questo lavoriamo in sinergia con l’Aie, con il Centro per il libro e la lettura e con Ice Agenzia, che un partner molto importante in questi casi”.

Per partecipare ai bandi, spiega Battiloro, “ci deve essere già in atto una trattativa con la casa editrice per la cessione dei diritti. Dopodiché ogni anno nel mese di marzo esce il bando, che gli Istituti di Cultura e le ambasciate si occupano di divulgare. A quel punto ci sono dei formulari da compilare che ci consentono di avere un quadro di quello che la casa editrice vuole proporre e di come immagina di divulgare all’estero il libro che presenta. Le domande vengono raccolte dagli Istituti e dalle ambasciate e poi analizzate da noi, all’interno di un gruppo di lavoro di cui fanno parte anche Aie e Cepell. Oltre ai contributi, ogni anno diamo 5 premi a traduzioni già avvenute in inglese, francese, tedesco, cinese e spagnolo. Una volta assegnato il contributo, il libro deve essere pubblicato entro tre anni. Bisogna inoltre segnalare che è stato tradotto grazie al MAECI. L’hanno scorso abbiamo ricevuto domande per quasi il doppio delle risorse finanziarie di cui disponevamo”. Battiloro sottolinea poi l’importanza del lavoro degli Istituti italiani di Cultura “in termini di diffusione a livello globale. Se parliamo di digitale sono due gli strumenti: il primo è New Italian Books, promosso dalla Treccani e destinato alla diffusione dell’offerta letteraria italiana. I partner principali sono l’Aie e il Cepell. Attualmente il New Italian Books è in italiano, inglese e francese. Il secondo è Italiana, il portale del Ministero degli Esteri che si occupa di far conoscere le attività degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo”.

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