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Mercoledì 24 maggio alle 16 si terrà in Vaticano la seconda udienza. I reati di cui sono accusati Ester e Guido sono il presunto danneggiamento del basamento in marmo del gruppo scultoreo del Laocoonte
Credit Alessandro Pugliese

Mercoledì 24 maggio alle 16 si terrà in Vaticano la seconda udienza del processo nei confronti di Guido ed Ester, i due cittadini aderenti a Ultima Generazione che la scorsa estate si sono incollati al basamento della statua di Laocoonte presso i Musei Vaticani, e di Laura, che era di supporto per produrre documentazione video. Lo rende noto Ultima Generazione, ricordando che nella prima udienza, convocata per il 9 marzo scorso, le tre persone coinvolte hanno deciso di non presentarsi a causa dell’impossibilità di scegliere liberamente un avvocato difensore: “Gli avvocati autorizzati a difenderci nello Stato Vaticano sono troppo costosi, e non possiamo permetterceli”, hanno spiegato.

“L’allarme che abbiamo lanciato con il nostro gesto lo scorso 18 agosto è diventato drammaticamente concreto in questi giorni, di fronte alle calamità naturali che hanno investito l’Emilia Romagna e le Marche con il loro portato di acqua e morte. Non maltempo ma catastrofica conseguenza della crisi climatica, amaro assaggio di quello che ci aspetta nei prossimi anni. Dobbiamo invertire immediatamente la rotta e tagliare i sussidi pubblici ai combustibili fossili se vogliamo limitare l’escalation di eventi estremi e salvare vite innocenti. Le nostre azioni hanno questo obiettivo: tutelare la vita dei nostri concittadini e delle persone che vivono nel resto del mondo. Il nostro è un grido disperato di fronte all’inattività dei politici, che hanno la responsabilità di tutelare l’ambiente e la popolazione”, spiega Ester.

Il 24 maggio alle 15 si terrà un presidio di solidarietà autorizzato a largo Giovanni XXIII, in territorio italiano. Ultima Generazione invita a dimostrare il proprio sostegno le realtà ambientaliste e del mondo cattolico, nonché liberi cittadini e cittadine, associazioni, movimenti, partiti e ordini professionali consapevoli della gravità della situazione climatica, sociale e politica.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Erano le 10:30 del 18 agosto 2022 quando Guido ed Ester hanno incollato le proprie mani alla base della statua di Laocoonte all’interno dei Musei Vaticani per lanciare l’allarme sull’emergenza climatica e sui rischi che comporta per l’umanità intera. Dopo pochi minuti dall’inizio dell’azione, l’intera sezione del museo è stata evacuata e alle persone presenti in supporto agli attivisti è stato sequestrato il cellulare, unico strumento capace di garantire che il processo si svolga in totale sicurezza. “Sono Guido e ho 61 anni. Ho partecipato all’iniziativa di Ultima Generazione perché da anni vedo un mondo in rovina a causa dell’insaziabile avidità umana, che vede nel mondo solo una risorsa da sfruttare senza limiti. L’economia estrattivista, in nome di una illusoria crescita infinita, sta portando al collasso ecologico e climatico. La nostra casa è in grave pericolo e il genere umano con essa. La scissione tra uomo e natura ha fatto sì che non ci siano limiti, neanche morali, allo sfruttamento, oltre che dell’uomo sull’uomo anche dell’uomo sulla natura. Se non capiamo questo possiamo credere di poter fare come nulla fosse, ed è quello che stanno facendo i governi, che attuano politiche energetiche e ambientali suicide tra le quali il sovvenzionamento dei combustibili fossili” spiega Guido, uno dei tre imputati.

I DETTAGLI SULLE ACCUSE

I reati di cui sono accusati Ester e Guido sono il presunto danneggiamento del basamento in marmo del gruppo scultoreo – lo stesso su cui sono incollati due QR Code per le audioguide – causato dall’uso di “adesivo sintetico particolarmente tenace e corrosivo”, più noto con il nome di Superattack. A Guido e Laura viene imputata anche la mancata osservanza dell’ordine della gendarmeria di seguirli negli uffici. Rispetto alle prime ipotesi di reato la resistenza a pubblico ufficiale è stata eliminata dalle accuse in quanto del tutto inesistente e non potendosi considerare tale quella esclusivamente passiva messa in atto da Laura e Guido. Guido ed Ester rischiano la reclusione da un mese a tre anni e una multa fino a 3.099 euro per chi “distrugge, disperde, guasta o in qualsiasi modo deteriora monumenti pubblici”; mentre Guido e Laura rischiano l’arresto fino a un mese o un’ammenda tra 21 e 310 euro previsto per “chiunque trasgredisce ad un ordine legalmente dato dall’Autorità competente”.

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