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Intervista a Emanuela Totaro, segretario generale della Fondazione Kainòn, che ha promosso il bando LevelUP, ideato nell’ambito del progetto “Verso un museo del futuro. Un laboratorio aperto di riflessione”
Emanuela Totaro Museo Del Futuro
Emanuela Totaro, segretario generale della Fondazione Kainòn

Fondazione Kainòn ha promosso il bando LevelUP, ideato nell’ambito del progetto “Verso un museo del futuro. Un laboratorio aperto di riflessione”, che si rivolge ai musei del territorio nazionale che abbiano interesse mettersi in gioco sui temi dell’innovazione tecnologica e mette a disposizione dei vincitori un percorso di affiancamento per lo sviluppo di nuovi modelli di business associati a modalità innovative di valorizzazione e fruizione dei contenuti culturali prodotti dal museo tramite l’adozione di soluzioni digitali, per generare esperienze di valore per i visitatori e nuove fonti dirette di ricavo ad esse correlate. AgenziaCULT ha intervistato il segretario generale della Fondazione, Emanuela Totaro, che spiega le ragioni alla base dell’iniziativa, ma anche le prospettive e le opportunità che si aprono attraverso la partecipazione al bando.

Perché è importante parlare di tecnologia e nuovi modelli di business?

Come sappiamo e come abbiamo avuto l’opportunità di vedere nel post pandemia, i musei e in generale l’intero settore culturale hanno dato vita a numerose sperimentazioni che hanno messo al centro l’utilizzo delle nuove tecnologie, sollecitate anche e sicuramente dalla grande mole di bandi indirizzati a sostenere la digitalizzazione del patrimonio e l’evoluzione digitale del settore.

Questo processo sta dando vita a un’infrastruttura digitale che, tra luci e ombre, porrà in essere da qui a venire tutta una serie di questioni connesse all’utilizzo che si vuole fare, alla sua più o meno frammentazione e a come affrontarla, ai modelli da adottare per la sua gestione e valorizzazione e, non in ultimo, alla sua sostenibilità nel tempo.

La rapidità con cui le nuove soluzioni tecnologiche appaiono e si affermano non facilita il processo di apprendimento organizzativo proprio del settore culturale, che necessita di tempi più lunghi di appropriazione e sedimentazione di conoscenze e competenze, soprattutto legate al digitale. Questa discrasia, unita spesso alla mancanza di una vera e propria strategia digitale organica delle istituzioni museali e alla scarsa consapevolezza del ciclo di vita che interessa le tecnologie e la loro sostenibilità, può avere l’effetto di generare azioni o progetti isolati e marginali rispetto alla vita del museo stesso o riferiti all’adozione di singole soluzioni pur innovative ma che, senza un approccio strutturato e integrato, rischiano di finire confinati o di venire addirittura dismessi una volta esaurite le risorse a disposizione.

Complice un modello di gestione che prevede che l’innovazione nei musei sia gestita tramite progettualità solitarie a valere su risorse determinate e limitate nel tempo, non è così insolito trovarsi davanti a sorte di “relitti digitali”, ovvero di applicazioni tecnologiche all’interno o all’esterno dei percorsi di visita che non costituiscono parte di un modello di gestione, fruizione o comunicazione del museo e che dunque vivono una fase di rapida obsolescenza e di progressivo abbandono.

Se ragioniamo invece sul fronte dei contenuti, i musei, in particolare si stanno attestando sempre più come soggetti produttori di nuovi contenuti culturali e digitali in grado di riproporre e riattualizzare il patrimonio e la memoria del passato e le testimonianze del presente, restituendoli al futuro con un approccio interattivo, multicanale e crossmediale.

Queste opportunità offerte dalle nuove tecnologie e nuove forme di esperienza inedite possono rappresentare fattori abilitanti di nuovi equilibri tra domanda e offerta e di meccanismi innovativi di creazione del valore. Temi ripresi anche dal Piano nazionale di digitalizzazione tra l’altro.

Realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, gamification quindi non solo possono essere potenti strumenti per valorizzare e arricchire le esperienze dei visitatori ma possono essere anche utilizzate per attivare circuiti virtuosi di generazione di ricavi ed entrate che possono integrare quelle derivanti dalla gestione ordinaria, a vantaggio della sostenibilità economica dei musei ma anche di quella delle stesse soluzioni digitali utilizzate, al fine di riuscire a manutenerle ed aggiornarle per l’intero ciclo di vita delle stesse, evitando il progressivo abbandono nel tempo per mancanza di risorse.

Diventa essenziale per le istituzioni culturali poter partire da una consapevolezza e da una analisi a monte di tutti quegli elementi che possano sia garantire nel tempo la sostenibilità dell’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, sia innestare circuiti virtuosi di generazione di flussi economici a sostegno della gestione del museo e degli stessi progetti di innovazione digitale, rendendoli capaci di durare nel tempo.

Da cosa nasce il bando LevelUP?

Il Bando LevelUP nasce proprio da questa riflessione ed è stato ideato sulla base di quanto raccolto nell’ambito del progetto “VERSO un museo del futuro. Un laboratorio aperto di riflessione”, sul tavolo che era coordinato da Alessandro Bollo e che affrontava appunto questo focus. Un confronto che aveva visto la partecipazione e il contributo di diversi professionisti provenienti dal settore museale ma anche da quello dell’innovazione e della ricerca.

Da qui l’idea della Fondazione di raccogliere quanto emerso e tradurlo in un bando rivolto ai musei pubblici e privati del territorio nazionale e alle reti/sistemi museali che abbiano interesse mettersi in gioco sui temi dell’innovazione tecnologica e mette a disposizione dei vincitori un percorso di affiancamento volto allo sviluppo di nuovi modelli di business associati a modalità innovative di valorizzazione e fruizione dei contenuti culturali prodotti dal museo tramite l’adozione di soluzioni digitali, per generare esperienze di valore per i visitatori e nuove fonti dirette di ricavo ad esse correlate. Il percorso sarà realizzato assieme a primarie realtà nel campo della consulenza strategica e dell’innovazione digitale quali l’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano, DM Cultura e PTS Spa, per un valore di mercato stimato complessivo pari a € 100.000,00 euro.

Per la Fondazione stessa è una scommessa su un tema a nostro avviso necessario, ma sul quale c’è ancora poca consapevolezza. Vogliamo pertanto affiancare i musei in questo.

Quali sono gli obiettivi del bando?

Sono diversi. In generale generare consapevolezza sulle nuove tecnologie per la creazione di modelli innovativi di sostenibilità economica, orientare alla legacy dei progetti digitali con l’attivazione di circuiti economici virtuosi e promuovere percorsi innovativi incentrati su contenuti e creazione di nuovo valore. Nello specifico attivare dei percorsi di empowerment per il rafforzamento di competenze necessarie ad intercettare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Che tipo di progetti possono essere presentati?

Progetti digitali che utilizzino le nuove tecnologie per dare vita a innovazioni di prodotto o di servizio associate a nuovi modelli di sostenibilità economica (modelli di business).

I progetti dovranno:

  • mettere al centro la valorizzazione di risorse e/o di contenuti digitali del museo e contribuire all’espansione del sistema di offerta di prodotti/servizi per ampliare il pubblico esistente e/o per intercettare e coinvolgere nuove comunità di utenti e fruitori;
  • prevedere un modello di business in grado di generare nuove fonti di ricavi diretti associati al sistema di offerta proposto, a sostegno della gestione ordinaria del museo e per l’intero ciclo di vita del progetto stesso e della tecnologia utilizzata.

I musei possono presentare proposte progettuali riguardanti sia progetti di innovazione digitale non ancora avviati ma anche progetti di innovazione digitale esistenti, in corso o conclusi da massimo 36 mesi, che necessitano di un upgrade in una direzione coerente con gli obiettivi del bando. Questo perché magari hanno già fatto degli investimenti sul quale vogliono innestare nuove riflessioni e interventi, sia di natura progettuale che relativi alla sostenibilità economica.

Possono essere inoltre progetti già finanziati da altri bandi o finanziamenti.

Com’è organizzato l’affiancamento?

Il percorso finanziato dal bando è composto da due fasi. Nella prima selezioneremo otto proposte progettuali che avranno accesso ad una prima parte del percorso di accompagnamento a cura dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano e di DM Cultura, che sarà incentrato sull’analisi della prefattibilità progettuale e sull’Assesment della maturità digitale dell’organizzazione. Per capire in cosa il progetto ha potenzialità e in cosa è debole e deve essere rafforzato. Inoltre valuteremo insieme qual è il livello della readiness digitale dell’organizzazione affinché possa portare avanti il progetto in modo efficace.

Successivamente chiederemo a queste otto realtà di migliorare le proposte alla luce dei suggerimenti ricevuti e, tra queste, selezioneremo 2 vincitori che accederanno al percorso di accompagnamento e advisory realizzato da PTS SpA e DM Cultura, finalizzato a fornire un servizio di consulenza strategica a driver digitale e ad affiancarli nell’analisi e nello sviluppo del modello di sostenibilità economico finanziaria ipotizzato e delle relative strategie per il go to market dei nuovi prodotti/servizi, con una visione di medio – lungo periodo a vantaggio della legacy di progetto.

Volevamo che in ogni caso anche nella prima fase i musei ricevessero indicazioni preziose per portare comunque avanti il loro progetto, a prescindere dalla prosecuzione del percorso del bando LevelUp nella seconda fase.

Ultime indicazioni da dare?

La scadenza per la presentazione delle domande è il 18 gennaio 2024, queste vanno inviate tramite piattaforma online Idea360 di Fondazione Accenture. Il percorso per la compilazione è molto agile e le realtà interessate possono trovare tutte le informazioni, comprese le FAQ qui sulla pagina dedicata al progetto, nelle quali nei prossimi giorni inseriremo anche delle suggestioni relative a buone pratiche già attivate su scala nazionale e internazionale su questo tema.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

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