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Presentati al Ministero della Cultura i 155 milioni di euro previsti dal Pnrr per le imprese culturali e creative per le transizioni verde e digitale

“Le imprese culturali e creative sono il tessuto del nostro paese. È il nostro know how che il mondo ci invidia. Ci invidia non solo il patrimonio storico ma anche la nostra capacità di essere creativi, di saper fare, di essere così diversi da un territorio all’altro”. Lo ha detto il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, nel corso della presentazione al MiC delle linee di indirizzo su cui si articoleranno i bandi destinati agli organismi profit e non profit del settore culturale e creativo. I bandi, finanziati con fondi del PNRR, metteranno a disposizione 155 milioni di euro per la transizione digitale e verde del settore.

Si tratta della “conclusione di un lavoro che stiamo portando avanti da quasi un anno. Quando sono arrivati i fondi Pnrr ci siamo detti che non potevamo aspettare la data limite prevista. Ci siamo quindi messi a lavorare. Abbiamo ascoltato tutti”.

Quello presentato oggi, ha spiegato Borgonzoni, è un “grande strumento per spiegare a tutti nel governo di quanto siano fondamentali le imprese culturali e creative. Con queste imprese tutto il tessuto economico del Paese è più sano. Se un’impresa culturale chiude si perdono tante capacità”. All’interno delle settore delle imprese culturali e creative “c’è anche l’artigianato che ci fa grandi nel mondo come nel caso della moda”.

Questi 155 mln sono il primo strumento reale che un Direzione generale giovane (Creatività contemporanea) riesce ad avere per fare una mappatura delle imprese culturali e creative sui nostri territori. Avere questi dati ci servirà poi per chiedere fondi per interventi specifici sapendo dove indirizzarli”.

Questi 155 milioni verranno distinti in due ambiti, ha spiegato il sottosegretario: green e digitale, ma saranno utilizzati anche per il capacity building che servirà per fare formazione avanzata a queste imprese. “È fondamentale fare formazione e lo faremo anche grazie alle Regioni. Siamo sicuri che questo è il primo passo per far capire che il Ministero della Cultura è un ministero di tutela e di conservazione del patrimonio, ma l’Italia è cultura oggi e lo sarà anche domani. Per cui si deve investire sempre di più nelle sue imprese culturali e creative e questo è il primo passo”.

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