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Il museo deve affascinare, coinvolgere, stimolare l’apprendimento prima, dopo e durante la visita. E il museo del futuro deve pensare preliminarmente al coinvolgimento del visitatore. Il digitale è lo strumento che aiuta a creare questo percorso che si basa su un’esperienza ‘unica’. Lo ha detto David Gallo, Founder di 101 percento, nel corso dell’incontro “Musei del futuro. Un confronto internazionale sulle strategie culturali, fra tradizione e linguaggi contemporanei” organizzato nell’ambito di Lubec 2022. Secondo Gallo, che si è collegato con un suo avatar immerso in un museo virtuale, “il modello esperienziale di museo non è altro che quello che noi facciamo nei videogiochi: creiamo un mondo, gli asset, gestiamo le regole, realizziamo le call-to-action per dare la possibilità agli utenti di continuare l’esplorazione”.

Ma quali sono i vantaggi di un sistema di questo tipo applicato al mondo delle istituzioni museali? “Nel mondo dei videogiochi ci sono i massive multiplayer games (Minecraft, Fortnite) che sono dei metaversi. Il divertimento è fondamentale. I metaversi non possono esistere se non c’è creatività, se non sono divertenti, se non sono inclusivi e non sono sostenibili. Devono darci uno strumento in più. Devono darci la possibilità di creare, di entrare in un museo e di viverlo in maniera soggettiva, quasi autobiografica per essere coinvolti. Quando noi riusciamo a usare un museo per collegare le persone divertendole è tutto più semplice. quando le persone si divertono si mettono facilmente in collegamento. Il long term entertainment è fondamentale perché permette di mantenere il collegamento con gli utenti e di divertirli”.

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