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“I rapporti tra intelligenza artificiale e cultura oramai riguardano numerosi aspetti. Innanzitutto c’è il modo con cui l’intelligenza artificiale incide sulla produzione creativa. Lo abbiamo visto nel settore del cinema anche con lo sciopero che vi è stato da parte di attori negli Stati Uniti e lo abbiamo visto anche nella creazione di immagini, dove abbiamo avuto i primi casi di decisione di giudice sulla tutela o no del diritto d’autore sulle immagini prodotte anche con l’intelligenza artificiale o dalla intelligenza artificiale. Uno dei temi più importanti di regolamentazione dell’intelligenza artificiale nell’impatto sulla produzione culturale è quindi la tutela del diritto d’autore”. Lo ha spiegato ad AgenziaCULT Lorenzo Casini, rettore della Scuola Imt Alti Studi di Lucca, a margine della prima giornata di LuBeC – Lucca Beni Culturali, la due giorni di incontri tra pubblico e privato che si svolge annualmente a Lucca e promuove lo sviluppo a base culturale, per la competitività, l’innovazione e la crescita del Paese e dei suoi territori.

Per rispondere a questa domanda, ha proseguito Casini, “lo strumento che più viene identificato è il cosiddetto ‘prompt’, ossia il comando che viene impartito all’intelligenza artificiale per verificare quanta creatività e quanto sforzo intellettuale c’è nell’impartire questi comandi”. Se ci spostiamo invece su quella che deve essere la cultura dell’intelligenza artificiale “è ovvio che il punto di partenza è la scuola e quindi è fondamentale avere degli strumenti formativi che fin da bambini insegnino ad usare questi strumenti come strumenti, come supporto alle proprie attività e non come sostituzione del pensiero o della creatività stessa”.

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