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La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha organizzato a Lubec l’appuntamento che ha coinvolto i rappresentanti delle Regioni, delle amministrazioni e del sistema culturale territoriale per definire, in maniera partecipata, il set di laboratori formativi che saranno sviluppati sui territori nel biennio 2025-2026, con l’obiettivo di sostenere l’aggiornamento delle competenze per la digitalizzazione del patrimonio culturale a partire dai bisogni emersi

Oltre 20 mila attività formative completate in meno di un anno e un’offerta di corsi per circa 130 ore di lezioni su competenze digitali trasversali, comunicazione digitale, uso e riuso delle risorse culturali, studio e riconoscimento. E’ il biglietto da visita con cui ‘Dicolab. Cultura al digitale’ (www.dicolab.it) – sistema formativo a sostegno delle competenze di professionisti, operatori e organizzazioni impegnati nella trasformazione digitale del patrimonio culturale – si è presentato all’edizione 2024 di Lubec, l‘incontro internazionale, organizzato e promosso Promo PA Fondazione dedicato all’innovazione e allo sviluppo del sistema pubblico e privato della cultura. ‘Dicolab. Cultura al digitale’ è un programma promosso dal ministero della Cultura nell’ambito del Pnrr Cultura 4.0, ed è realizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. La missione della Fondazione sta già nel nome stesso, come ha ricordato la direttrice Alessandra Vittorini, nel corso del convegno di apertura di Lubec: “fare scuola al servizio dei professionisti e delle organizzazioni che operano nella cura e nella gestione del patrimonio culturale, offrendo percorsi di ricerca, formazione e innovazione con un respiro nazionale e internazionale. Oggi la nostra scuola rappresenta un unicum in Italia, in uno scenario in continua evoluzione. È un modello che integra, connette, valica confini e coltiva relazioni come ingredienti vitali dell’apprendimento, che non intende superare le competenze specialistiche, ma integrarle con competenze trasversali e soft skill, lavorando sulla costruzione di un linguaggio comune. Un modello che si fonda sullo scambio di esperienze in gioco tra esperti e con esperti di settore e su occasioni formative costruite all’interno dei musei e dei luoghi della cultura, attraverso comunità di pratica e lavorando con le amministrazioni locali”.

E a Lubec, nell’ambito di ‘Dicolab. Cultura al digitale’, la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali ha organizzato l’appuntamento che ha coinvolto i rappresentanti delle Regioni, delle amministrazioni e del sistema culturale territoriale per definire, in maniera partecipata, il set di laboratori formativi che saranno sviluppati sui territori nel biennio 2025-2026, con l’obiettivo di sostenere l’aggiornamento delle competenze per la digitalizzazione del patrimonio culturale a partire dai bisogni emersi. “A Lubec – ha spiegato il coordinatore generale della Fondazione, Marcello Minuti, presente a Lucca – abbiamo realizzato un laboratorio di due giorni con 18 regioni e la partecipazione di circa 50 tra dirigenti e funzionari. Con i quali sono state coprogettate le attività formative da realizzare a livello territoriale. Inoltre, con un altro gruppo di 40 professionisti del settore, abbiamo realizzato due laboratori mediante l’uso di un vero e proprio gioco inscatola, che guida i partecipanti alla progettazione di un servizio culturale digitale. Lubec è stata anche l’occasione per condividere le nostre esperienze sul tema della misurazione della cultura. Un tema che ci è molto caro, e che ci vede impegnati da alcuni anni, insieme alla Direzione generale Educazione e ricerca del MiC, nella pubblicazione del volume ‘Minicifre della cultura’”.

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