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Le tecnologie immersive “rappresentano innegabilmente la frontiera perché l’evoluzione sta tracciando sentieri e direzioni ai quali è difficile sottrarci. Come questo potrà supportare processi di sviluppo e valorizzazione di musei e luoghi della cultura italiani è difficile immaginarlo in questo momento. Ma l’immersività, che porta con sé il discorso del coinvolgimento degli utenti, è senz’altro una delle soluzioni più interessanti”. Lo ha detto Ludovico Solima, Ordinario Università della Campania “L. Vanvitelli”, a margine dell’incontro “Immersione ed esperienza nel web3. VR, AR e Digital Trust” organizzato da Fondazione Kainòn nell’ambito del ciclo di incontri “To BE. Conversazioni sul futuro digitale della cultura”. Al tavolo dei relatori si sono alternati Cristina Paciello, Head of STEP, Ludovico Solima e Valentino Vettori, Founder Arcadia Earth. L’iniziativa di Kainòn esplora le traiettorie future della digital transformation della cultura, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Web3.Un programma di sei talk, ciascuno verticale su un tema specifico, curato da Claudio Calveri in collaborazione con Associazione Civita e PTS SpA e la partnership di ICOM Italia. Tuttavia, ha aggiunto Solima, “anche il concetto di immersività si declina in soluzioni diverse. Per cui si tratta di una sfida appena iniziata, che non si può ignorare e che bisogna avere il coraggio di sperimentare”.

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