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“Come vent’anni fa l’industria del retail faceva le vetrine, i musei mettevano a disposizione dei visitatori un tavolino. Oggi ci sono tantissime tecnologie dalla realtà aumentata alla realtà virtuale fino all’intelligenza artificiale che possono portare quel tavolino ad animarsi con degli ologrammi che raccontano la storia delle sue origini o degli avatar delle persone che lo hanno disegnato o degli architetti che sono riusciti a dargli vita. Come vent’anni fa si facevano le vetrine in negozio e ora sono un po’ passate, magari si dovrebbe guardare alle nuove opportunità e portare all’interno degli spazi quello che era l’aspetto visivo e farli diventare molto più interattivi. In questo modo i visitatori usciranno con una ‘memory’ e non solo con un’esperienza di lettura delle etichette”. Lo ha detto Valentino Vettori, Founder Arcadia Earth, a margine dell’incontro “Immersione ed esperienza nel web3. VR, AR e Digital Trust” organizzato da Fondazione Kainòn nell’ambito del ciclo di incontri “To BE. Conversazioni sul futuro digitale della cultura”. Al tavolo dei relatori si sono alternati Cristina Paciello, Head of STEP, Ludovico Solima, Ordinario Università della Campania “L. Vanvitelli” e Valentino Vettori. L’iniziativa di Kainòn esplora le traiettorie future della digital transformation della cultura, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Web3.Un programma di sei talk, ciascuno verticale su un tema specifico, curato da Claudio Calveri in collaborazione con Associazione Civita e PTS SpA e la partnership di ICOM Italia.

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