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“Siamo in un momento di grande fermento per le nuove tecnologie applicate al mondo dell’arte e della cultura”. Ne è convinto Giulio Bozzo, Founder e ceo Reasoned Art, intervenuto a margine dell’appuntamento “Blockchain, NFT e l’innovazione del valore” organizzato nell’ambito di ‘To BE. Conversazioni sul futuro digitale della cultura’, un’iniziativa di Fondazione Kainòn che esplora le traiettorie future della digital transformation della cultura, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Web3. L’appuntamento è stato dedicato al tema della personalizzazione dell’esperienza come fattore preponderante degli strumenti del Web3, e ai suoi possibili risvolti sul business creativo e culturale. Al centro del Talk l’identità, vista come riferimento caratterizzante per una costruzione di prodotti e servizi rispettosa delle specificità e sensibilità individuali. Affrontato anche il tema di come il Web3, con le sue tecnologie, possa consentire agli utenti un maggiore grado di controllo sui propri dati e sulla propria privacy rispetto a quanto accade attualmente. “Ci troviamo in un periodo storico molto interessante – spiega Bozzo – basato sulle evoluzioni del web3, del mondo cripto, sul mondo decentralizzato, sulle possibilità di cui l’arte e la cultura possono giovarsi attraverso questo nuovo approccio”. Reasoned Art si occupa di “valorizzare i beni culturali tramite l’arte digitale e la tecnologia della blockchain al fine di creare maggiori attrattività per i beni culturali soprattutto verso le nuove generazioni e per sviluppare un nuovo modello di loyalty ed engagement attraverso le installazioni sui monumenti e attraverso la nuova app che mira a creare una maggior partecipazione degli utenti nei confronti della cultura”.

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