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“Il Polo del ‘900 ha l’ambizione e la vocazione di entrare sempre di più nelle dinamiche di cambiamento cercando di coglierle in maniera positiva”. Lo spiega ad AgenziaCULT Emiliano Paoletti, Direttore della Fondazione Polo del ‘900, intervenendo a margine del primo evento organizzato nell’ambito di “To BE. Conversazioni sul futuro digitale della cultura”, un’iniziativa pensata dalla Fondazione Kainòn insieme ad Associazione Civita e a Pts Spa che esplora le traiettorie future della digital transformation della cultura, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Web3.

Il rapporto tra il Web3 e il Polo del ‘900, aggiunge Paoletti, è “articolato come per tutte le istituzioni culturali. Il Polo del 900 è un’istituzione giovane che custodisce diversi chilometri di archivi e ha l’ambizione di lavorare sui temi della partecipazione delle nuove generazione e dei cittadini alla vita democratica del nostro Paese. Il Web3 entra quindi appieno dentro questa riflessione. Da una parte in termini di percorsi di innovazione e dall’altra sui temi delle nuove generazioni. Su questo il Polo sta lavorando e cercando di cogliere le opportunità – facendo attenzione ai rischi – che le nuove visioni del web ci pongono. Noi poniamo grande attenzione alla corretta informazione e alle fonti, per cui è un tema di grande delicatezza la loro autenticità, la loro originalità e la loro attendibilità in relazione a tutto quello che si sviluppa sulla rete”.

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