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“L’impatto del web3 e delle tecnologie legate alla blockchain sull’attività, il finanziamento e anche l’interazione tra istituzioni culturali e pubblico. Tutte queste tecnologie hanno un potenziale enorme nel modificare l’interazione, più statica e legata alla fisicità, tra visitatore e museo o istituzioni culturali: si prospettano scenari completamente diversi in cui il concetto di visita può iniziare prima dell’arrivo fisico, cambia nella sua interazione continua e può proseguire anche dopo la visita fisica”. Lo spiega l’avv. Massimo Sterpi, Partner, Head of IP/TMT e Art Law dello studio Gianni & Origoni, a margine dell’appuntamento “Blockchain, NFT e l’innovazione del valore” organizzato nell’ambito di ‘To BE. Conversazioni sul futuro digitale della cultura’, un’iniziativa di Fondazione Kainòn che esplora le traiettorie future della digital transformation della cultura, con un’attenzione particolare allo sviluppo del Web3. L’appuntamento è stato dedicato al tema della personalizzazione dell’esperienza come fattore preponderante degli strumenti del Web3, e ai suoi possibili risvolti sul business creativo e culturale. Al centro del Talk l’identità, vista come riferimento caratterizzante per una costruzione di prodotti e servizi rispettosa delle specificità e sensibilità individuali. Affrontato anche il tema di come il Web3, con le sue tecnologie, possa consentire agli utenti un maggiore grado di controllo sui propri dati e sulla propria privacy rispetto a quanto accade attualmente. “Tutto questo poi – prosegue Sterpi – può essere tracciato, registrato, può diventare un qualcosa che attraverso un nft permette di diventare uno stakeholder dell’esperienza. Quindi un modello di interazione phygital, un po’ fisico e un po’ digitale, completamente inedito che può arrivare fino all’idea di creare nuove fonti di finanziamento di un evento culturale in cui il pubblico non sia più semplicemente spettatore ma diventi azionista dell’evento e le azioni di questo evento potrebbero essere rappresentate da nft e molto altro”.

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