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Sono state inaugurate nei giorni scorsi a Roma e Milano due mostre. Nella Capitale “Flesh: Warhol & the cow”, alla Vaccheria, nuovo spazio espositivo in zona Eur a Roma, su Andy Warhol; nel capoluogo lombardo “Sculture al vento”, progetto della scultrice americana Janet Echelman, presso la BAM – Biblioteca degli Alberi di Milano, parco contemporaneo della città, e al centro della piazza Gae Aulenti. Agenzia CULT ha intervistato Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, manager culturali, curatori e fondatori di Kif Italia, l’azienda che ha allestito le due mostre. C’è un legame fra queste due esperienze? “Questi eventi sono accomunati dal ruolo che l’innovazione all’interno dell’arte contemporanea ricopre come ‘fenomeno sociale totale’, capace di coinvolgere testo e contesto, artista e spettatori, città e immaginario, per mettere a sistema diverse forze capaci di essere driver dello sviluppo dei territori. Dal punto di vista economico e metaeconomico, anche a partire dalla creazione di capitale sociale e connessioni virtuose”, spiega Gasparotti. “Un processo che parte da quello che significano i luoghi e i centri di aggregazione, come le piazze, le factory, le officine dei saperi – rileva Mazzei -. Un processo di risignificazione capace di dare un nuovo orizzonte di senso. Pensiamo alla rigenerazione urbana che sta adesso coinvolgendo l’Eur e il ‘nuovo Eur’ a Roma e le zone di Piazza Gae Aulenti, Porta Garibaldi, Isola, a Milano, nuovi spazi urbani che sono un pullulare di grattacieli e di iniziative culturali, di architettura e di design avveniristico, all’interno dei quali portiamo il nostro contributo”.

Di che contributo si tratta? Cos’è l’arte come fatto sociale totale? “Un processo sociale che va al di là della semplice fruizione dell’opera e che, appunto, esalta l’esperienza, in una simbiosi fra artista e luogo – risponde Gasparotti -. Per disseminare valore in un’epoca in cui il valore aggiunto è il capitale culturale; d’altronde senza cultura non c’è moltiplicatore economico che regga”. Cosa prevede la mostra di Milano? “Avviene in occasione del lancio di Sky Glass, la prima TV di Sky, su iniziativa dell’agenzia Us Up, e prevede l’esposizione di due opere di Janet Echelman di oltre 30 metri ciascuna, realizzate in fibre riciclabili di nylon e politene per le quali è stato realizzato uno specifico light design e sound design – rimarca Mazzei -. Le opere fluttueranno nel cielo sopra le location, BAM e Piazza Gae Aulenti, fino al 25 settembre, ed i visitatori potranno vivere gli spazi e guardare le ‘sculture al vento’ interagire con le luci del giorno e della notte”. Per Gasparotti, “la connessione tra uomo e natura si fa arte con le sculture di Echelman, così grandi e forti, eppure leggere ed in perenne cambiamento. Un allestimento orientato a massimizzare l’esperienza immersiva ed emozionale, con l’intento di prendere per mano il pubblico e condurlo ad esplorare l’interconnessione dell’umanità con i sistemi fisici del Pianeta, secondo la filosofia della serie Earthtime progettata dall’artista”.

Quali le caratteristiche della mostra su Warhol? E’ una artista di cui si è detto tutto. “La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 30 ottobre e consta di 80 opere, dalle più iconiche e conosciute a quelle più intime e meno note al grande pubblico – afferma Gasparotti -. Warhol, che rappresenta la realtà del suo tempo, peraltro attualissimo nelle tematiche affrontate, come la critica alla massificazione industriale, ci permette di offrire una nuova socialità in un quartiere chiave di Roma. La Vaccheria, per volontà del Comune e della Municipalità, sarà uno spazio di produzione oltre che di esposizione culturale, punto di riferimento, aperto a tutti, per il creativo scambio di idee e di professionalità, fondamento per la creazione di valore e di nuove opportunità. Una factory, dunque”. E Mazzei sottolinea: “L’importanza della dinamica urbanistica è stata riconosciuta anche dal sindaco Gualtieri e dai suoi assessori Veloccia e Gotor e dalla Presidente del Municipio IX Titti Di Salvo, intervenuti all’inaugurazione, a riprova di questa capacità rigenerativa dell’arte. Siamo lieti che l’offerta di Kif Italia possa dare il suo contributo in questa direzione”.

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