skip to Main Content
"Gran parte dei curatori e degli altri operatori professionali fondano la loro formazione sulla museologia tradizionale ed è da lì che hanno mutuato metodologie ed abitudini ormai desuete". Le trasformazioni radicali che il digitale ha prodotto nella società contemporanea invitano, dunque, ad abbandonare i tradizionali paradigmi “proprietari”, in favore di una visione del patrimonio culturale più democratica, inclusiva e orizzontale

I ripetuti lockdown legati all’emergenza pandemica e la successiva crisi economica hanno reso più che mai urgente il ripensamento della funzione dei luoghi della cultura, affinché si aprano alla collettività con una veloce attuazione delle strategie digitali. Con 55 siti Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2020, i settori della cultura e del...

Per visualizzare l’articolo integrale bisogna essere abbonati.

Per sottoscrivere un abbonamento contatta gli uffici commerciali all’indirizzo marketing@agenziacult.it.

Se invece vuoi ricevere settimanalmente una selezione delle notizie pubblicate da AgenziaCULT registrati alla Newsletter settimanale gratuita.

Password dimenticata?

Non hai un account? Scrivici per informazioni sui nostri abbonamenti o registrati alla newsletter gratuita settimanale.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top