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Avrà luogo un workshop di coprogettazione con l’obiettivo di definire possibili ambiti di sviluppo dei musei nel digitale, nei quali avviare sperimentazioni tra il 2023 e il 2024. Il progetto VERSO un museo del futuro è un laboratorio di riflessione tra professionisti del mondo museale, studiosi, aziende dell'innovazione, intellettuali, filosofi sulle possibili traiettorie e trasformazioni dei musei nel digitale

Fondazione Kainòn, in collaborazione con ICOM Italia, dà il via il prossimo 1 febbraio alla seconda fase del progetto VERSO un museo del futuro. In questa data avrà luogo presso il MAXXI di Roma un workshop di coprogettazione con l’obiettivo di definire possibili ambiti di sviluppo dei musei nel digitale, nei quali avviare sperimentazioni tra il 2023 e il 2024. Il progetto VERSO un museo del futuro è un laboratorio di riflessione tra professionisti del mondo museale, studiosi, aziende dell’innovazione, intellettuali, filosofi sulle possibili traiettorie e trasformazioni dei musei nel digitale. Promuove un confronto tra visioni diverse e pone particolare attenzione su immersività e realtà virtuale. Delle tre fasi del progetto la prima, dedicata all’analisi, si è conclusa lo scorso ottobre, mentre la fase di coprogettazione che prenderà il via con il workshop al MAXXI sarà seguita da una fase di sperimentazione che prenderà il via a partire dalla seconda metà di quest’anno.

Sulla base del lavoro di analisi che ha avuto luogo nella parte finale del 2022, sono emersi tre temi primari di discussione che, in occasione del workshop di coprogettazione del 1 febbraio, saranno affrontati in tre tavoli di lavoro paralleli – Strumenti digitali e nuovi modelli di business; Strumenti digitali per l’accessibilità e Ricostruire mondi, luoghi, milieu – rispettivamente curati da Alessandro Bollo, Senior Project Manager de La Fabbrica del Vapore, Anna Maria Marras, ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, e Luca Dal Pozzolo, Direttore Editoriale della Fondazione Fitzcarraldo. Ogni tavolo vedrà la partecipazione di musei e professionisti del settore culturale e specialisti di aree rilevanti come ad esempio consulenti legali, esperti di marketing digitale, ricercatori del digitale, e rappresentanti di imprese di tecnologie applicate alla cultura.

Michele Lanzinger, Presidente di ICOM Italia, ha dichiarato: “ICOM Italia segue e supporta da tempo il processo di trasformazione digitale delle istituzioni culturali con appuntamenti di formazione, confronto e discussione e con opportunità di approfondimento e di guida ad una scelta consapevole delle tecnologie oggi a disposizione e con uno sguardo attento agli scenari in via di formazione. Si accoglie pertanto in modo estremamente positivo il progetto di Fondazione Kainòn, in particolare per il suo approccio partecipativo e trasversale. Nel ringraziare coloro che hanno dato la disponibilità per i tavoli di lavoro del prossimo 1 febbraio auguriamo a loro e agli amici moderatori la piena riuscita dell’incontro e attendiamo con vivo interesse la restituzione del dibattito”.

“Il workshop del 1 febbraio sarà l’occasione per iniziare un percorso di progettazione abilitato dalla tecnologia volto a concretizzare una visione condivisa e partecipata di museo del futuro dal punto di vista dei modelli di business e della creazione di nuove professionalità, dell’inclusività e del ripensamento degli spazi reali, virtuali e concettuali”, ha commentato Emanuela Totaro, Segretario Generale di Fondazione Kainòn. “In questo siamo felici di collaborare con ICOM Italia in questo confronto a più voci del mondo della cultura e dell’impresa, in una fase in cui c’è una forte attenzione alle potenzialità del digitale e facilitare terreni di sperimentazione può essere utile per individuare elementi abilitanti e fattori di criticità”.

Al workshop seguirà un laboratorio online che proseguirà il lavoro dei singoli tavoli. Per concludere la seconda fase è previsto un evento pubblico di restituzione, aperto agli operatori del settore culturale che avrà l’obiettivo di raccontare l’intero processo e le progettualità che si intendono avviare nell’ambito del progetto VERSO un museo del futuro.

Queste le tematiche e gli obiettivi dei tre tavoli di lavoro

Tavolo1 –Strumenti digitali e nuovi modelli di business – a cura di Alessandro Bollo

La transizione digitale sta sollecitando i musei a ripensare e riorganizzare diverse dimensioni del loro funzionamento: dalle logiche di conservazione dei patrimoni, ai sistemi di accesso, comunicazione e coinvolgimento dei pubblici, dagli strumenti di gestione delle informazioni e della conoscenza, alla produzione di nuovi contenuti e nuove possibilità narrative, dall’analisi dei dati alla realizzazione di esperienze ibride aumentate. Tutto questo richiede sostanziali processi di cambiamento, in particolare un ripensamento degli obiettivi di sostenibilità economica e dei modelli di business, per cogliere le opportunità di sviluppo che il digitale può abilitare. Accesso allargato ai contenuti, nuovi modelli di editoria e di narrazione digitale, sinergie con il mondo della formazione e della didattica digitale, integrazione con le piattaforme di broadcasting e di contenuti on demand, blockchain, NFT, comunità virtuali e realtà immersive rappresentano solo alcune delle potenzialità di allargamento del sistema di offerta e di alleanze.

La sicurezza e la privacy, oltre all’importante tema dei diritti e delle licenze, sono altri ambiti di investimento da considerare. Con particolare attenzione alla sostenibilità economica diventa cruciale definire e perfezionare dei modelli di business che siano in grado di remunerare direttamente o indirettamente il valore incorporato nei contenuti proposti e/o nei servizi di aggregazione, mediazione, divulgazione, organizzazione e arricchimento esperienziali derivanti dal know-how che il settore museale può fattivamente mettere a disposizione.

Tavolo 2 –Strumenti digitali per l’accessibilità – a cura di Anna Maria Marras

Nel 2022 durante l’assemblea generale di ICOM International è stata approvata la nuova definizione di museo: “Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano eticamente e professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”.

In questa definizione l’inclusione e accessibilità rivestono un ruolo fondamentale per il museo del futuro. L’accessibilità si presenta in gradi e forme diversi: fisica, sensoriale, cognitiva, sociale, culturale, economica e digitale. Ad esempio, possiamo definire l’accessibilità digitale come la capacità di un sito web, di un’applicazione, di un qualsiasi contenuto digitale di essere facilmente raggiungibile, utilizzabile, e comprensibile. Le tecnologie digitali sono strumenti che rendono il patrimonio culturale più accessibile, a patto di saper scegliere linguaggi e modalità di racconto comprensibili, adattabili e sostenibili.

Tavolo 3 – Ricostruire mondi, luoghi, milieu – a cura di Luca Dal Pozzolo

Le potenzialità e gli sviluppi del digitale nello strutturare la visita al museo e nel rendere evidente il versante esperienziale della stessa si basa anche sulla costruzione di una specifica poetica, la rappresentazione di “cose” e l’immersione in contesti culturali non evocabili con le tradizionali tecniche di display. Non si tratta solo di ricostruire in 3D opere ed edifici di cui sopravvivono solo tracce, ma di favorire l’immersione nel contesto culturale che li ha prodotti, di rappresentare le conoscenze che hanno portato alla loro costruzione e le modalità con cui la loro funzione veniva fruita, rendendo percepibile un vissuto quotidiano distante centinaia o migliaia di anni. È un progetto culturale che non può che vedere alleati curatori ingeneri e tecnologi, nel produrre innanzitutto paesaggi cognitivi complessi, esperibili attraverso strumenti digitali che consentono di andare al di là di una semplice spettacolarizzazione dell’esperienza.

È un processo di ricerca che sfida le competenze di curatori, storici, archeologi nell’individuare narrative specifiche che portino i visitatori a esperire contesti culturali distanti apprezzandone la diversità, e spinge simmetricamente tecnologi, programmatori e graphic designer a rappresentare ambienti di vita e milieu scientifici e che facilitino il visitatore nell’interpretare e dar senso all’esperienza museale.

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