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“Una pagina bellissima per la nostra associazione. Credere nelle istituzioni multilaterali, nella cooperazione internazionale, nella forza del diritto, nella solidarietà, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale come collante sociale tra i popoli: è da sempre questo il nostro sistema di valori. Stella polare del nostro cammino comune che oggi trova legittimazione e riconoscimento, nell’ammissione al network della società Civile con il quale l’Unesco costruisce partnership e progetti”. Così Angelo Argento, presidente di Cultura Italiae, commenta l’ingresso dell’associazione tra le Ong riconosciute dall’Unesco. “E’ un risultato importante per noi e per tutto il Paese, che anche con questo piccolo traguardo ribadisce la sua storica e identitaria vocazione al dialogo, in un mondo scosso dai venti di guerra – prosegue Argento -. Ricordo i volti di chi ha fondato Cultura Italiae, con istinto visionario. Penso a chi ha incontrato e arricchito ila nostra strada. Le nostre porte sono e resteranno aperte alle idee, ai costruttori di dialogo e pace. Per noi, i confini non sono sigillanti ne’ geografici ne’ culturali. Continueremo a costruire la nostra comunità immaginata, oltre i muri, per diffondere saperi, conoscenza e amore per la libertà. Consapevoli che soprattutto in questo tempo incerto, ancor di più oggi, la speranza e’ un rischio da correre. Come recita l’ultima scena di ‘Mediterraneo’, il capolavoro di Gabriele Salvatores, anche questo piccolo grande passo è ‘dedicato a tutti quelli che stanno scappando'”.

Dichiara Pier Luigi Petrillo, presidente dell’Organo degli Esperti Mondiali della Convenzione Unesco per il Patrimonio Culturale Immateriale: “L’accreditamento di Cultura Italiae come Ong ha due effetti: da un lato conferma la solidità e il posizione dell’associazione come presidio culturale, dall’altro consentirà all’associazione di mettere a disposizione dell’Unesco, le molteplici competenze di cui è portatrice. È un risultato importante che rafforza l’Italia e ne valorizza il ruolo di potenza culturale nel contesto globale”.

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