“E’ necessario attivare non solo misure a sostegno dell’intera filiera culturale, ma anche e soprattutto per i lavoratori del settore, con un attenzione particolare al personale che quotidianamente opera nei luoghi della cultura statali”. Lo ha sottolineato il coordinatore nazionale Cisl Fp MiC, Giuseppe Nolè, nel corso dell’audizione presso la Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame in sede referente del Dl Cultura. “La relazione tecnica nel delineare gli obiettivi specifici del Piano Olivetti per la cultura di cui all’art. 1, specifica che il piano ‘ha la finalità di individuare gli ambiti di intervento e le priorità strategiche nel rispetto e in stretta complementarietà con le programmazioni già in corso’ ovvero anche con il Programma nazionale Cultura (2021-2027), per il quale la normativa comunitaria ha previsto una Autorità di Gestione per la gestione e il controllo del programma e per adottare le misure necessarie, anche di carattere organizzativo e procedurale, ad assicurare il corretto utilizzo delle risorse finanziarie e il puntuale rispetto della normativa europea e nazionale applicabile. Sulla base dell’esperienza positiva maturata in questo ambito è quanto mai opportuno prevedere una struttura similare, in capo al Ministero, con gli stessi compiti ed obiettivi dell’autorità di gestione, anche allo scopo di verificare la complementarietà delle diverse programmazioni”, osserva Nolè.
“La creazione all’art. 3 di un fondo con una dotazione di 24,8 milioni di euro per l’anno 2025 e di 5,2 milioni di euro per l’anno 2026 per l’acquisto di libri, anche in formato digitale, da parte delle biblioteche aperte al pubblico statali, degli enti territoriali e degli enti culturali che ricevono contributi pubblici rappresenta un investimento importante per ridare ossigeno ad un settore in difficoltà. Da solo però questo intervento non basta: è necessario un ulteriore investimento per gli interventi di digitalizzazione, soprattutto a favore degli istituti periferici del Ministero, sulle raccolte relative a materiale a supporto della territorialità, così da sensibilizzare alla conservazione preventiva/tutela anche del materiale moderno conservato nelle nostre biblioteche”, rileva Nolè che aggiunge: “Nelle diverse occasioni di confronto con i vari ministri abbiamo sempre posto l’attenzione per la formazione del personale del MiC. L’intervento previsto all’art. 8, con cui si prevede che la Scuola dei beni e delle attività culturali assuma la nuova denominazione di ‘Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali’ non è sufficiente se non si ridisegna la mission della Scuola, mettendo a disposizione del personale del MiC il grande lavoro nella preparazione dei professionisti della cultura, anche in virtù degli importanti stanziamenti destinati alla Fondazione e ricevuti negli ultimi anni. È opportuna, pertanto, una modifica del testo del Decreto con cui si precisi che ‘la Scuola coordina – di concerto con il Dipartimento competente – i corsi di formazione erogati dal Ministero della cultura attraverso i propri uffici e istituti’, al fine di collegare per via normativa l’attività dell’istituto alle necessità formative e di specializzazione del personale del Ministero”.
Nolè si è poi soffermato sull’articolo 11 del decreto proponendo due emendamenti. “Devono trovare spazio due misure strutturali per il personale del Ministero e che sappiamo essere ritenuti fondamentali anche dal vertice politico, non solo dalle rappresentanze dei lavoratori. Per garantire l’affidamento del servizio di copertura assicurativa integrativa delle spese sanitarie per il personale dirigenziale e non dirigenziale del MiC, va autorizzata a decorrere dal 2025 una spesa di 7 milioni di euro. A ciò si aggiunge la necessità, nell’attuazione concreta della riforma per garantire l’operatività degli uffici e la legittimazione dell’operato dell’amministrazione del patrimonio, di incrementare di 2,5 milioni di euro, a decorrere dal 2025, il Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei Dirigenti del MiC”. Infine, ha evidenziato il sindacalista Cisl, “è indispensabile prevedere allo stesso articolo una modifica di vitale importanza per assicurare le esigenze di funzionamento e garantire i servizi ai cittadini nei luoghi della cultura in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. E’ necessario, all’art. 134 della Legge 30 dicembre 2024, n. 207, prevedere che le parole ‘rinnovati’ sia sostituita da ‘prorogati’”.
