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I musei dovranno diventare “un laboratorio del futuro, una sperimentazione continua. Non dovranno più essere templi ma luoghi della comunità”, spiega la presidente del museo fiorentino in un’intervista ad AgCult
Musei, Asproni: Così Al Marini Insegniamo Ai Bimbi A “sporcarsi” Con L’arte
Musei, Asproni: Così al Marini insegniamo ai bimbi a “sporcarsi” con l’arte

In un momento in cui le istituzioni culturali di tutto il mondo “si stanno ripensando”, il museo Marino Marini di Firenze ha deciso di “trasmettere i propri contenuti con linguaggi nuovi e a nuovi pubblici” focalizzando l’attenzione sui più piccoli e trasformando spazi in “luoghi di socialità”. Patrizia Asproni, presidente del museo fiorentino, spiega ad AgCult obiettivi e intenti di Kinder Art, un nuovo spazio che a partire dal periodo estivo accoglierà bambini, ragazzi e famiglie per imparare l’arte attraverso il gioco. “Vogliamo trasmettere ai bambini i concetti di arte e bellezza attraverso l’interazione libera e coinvolgendo tutta la famiglia”, prosegue Asproni spiegando che il concept del progetto è espresso attraverso un marchio ideato dall’artista e pubblicitaria svizzera Patrizia Pfenninger, che utilizza come immagine la macchia e come pay off “Artisti Apprendisti”, a rimarcare il concetto di un museo laboratorio. “Si tratta di un lavoro interattivo dove i bambini possono ‘sporcarsi’ con l’arte, possono usare i materiali, riescono a capire cosa sono i contenuti che stanno guardando perché sono decodificati in modo da non risultare solo oggetti piatti”, sottolinea la presidente del museo Marini.

E mentre nei musei solitamente si richiede silenzio e ordine anche ai più piccoli, al Kinder Art i bambini “possono parlare a voce alta e possono andare in giro a esplorare. Il museo non è più un luogo unidimensionale, ma un posto dove si può rimanere anche per tutto il giorno, per guardare le opere, per giocare in libertà”. Raccontare il passato con un linguaggio adatto ai giovani aiuta quindi a “guidare la loro sensibilità” e a “creare un ponte generazionale”: la sfida è inserirsi “all’interno delle linee guida che spiegano cosa dovranno diventare i musei e cioè un laboratorio del futuro, una sperimentazione continua. I musei – sottolinea Asproni – non dovranno più essere templi ma luoghi della comunità, quasi una nuova casa del popolo”. Il format è già stato avviato per le scuole materne (“Un esperimento interessante anche per la collaborazione con i docenti che hanno trovato in questa esperienza un momento di training e un’occasione di interazione) ed è pronto a essere allargato anche ad altre categorie, come gli anziani. La presidente del museo Marini sottolinea infine che la cultura, essendo trasversale a tutti i settori, può trovare risorse nelle varie articolazioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche quelle non immediatamente evidenti: nel Pnrr, spiega, “ci sono possibilità di interazione con altri capitoli come infrastrutture o edilizia”. Insomma, è necessario “allargare la visione” anche perché “se ci ghettizziamo diventeremo perdenti”, conclude Asproni.

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