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Le proposte di modifica (una di Fdi e due del Pd) intervengono sul comma 3 del disegno di legge che riguarda la vigilanza del Ministero della Cultura sulla Fondazione museale

In commissione Cultura del Senato sono stati presentati tre emendamenti e un ordine del giorno al disegno di legge per l’istituzione a Roma del Museo nazionale della Shoah. Il provvedimento, proposto dal ministro Gennaro Sangiuliano, aveva ricevuto lo scorso 16 marzo il via libera del Consiglio dei ministri. Il ddl si compone di un solo articolo. In particolare, il comma 1 prevede che, al fine di concorrere a mantenere viva e presente la memoria della tragedia della Shoah e realizzare il Museo con sede in Roma, il Ministero della Cultura partecipi alla Fondazione Museo della Shoah in Roma. Il comma 2 prevede che alla gestione del Museo provveda la Fondazione Museo della Shoah. Il comma 3 stabilisce che la Fondazione sia posta sotto la vigilanza del MiC che programma le attività museali anche tenuto conto degli indirizzi della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal momento che presso questa, con appositi decreti, sono stati istituiti il Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah e la Commissione per il restauro e nuovo allestimento del percorso espositivo italiano del “blocco 21” del Museo di Auschwitz-Birkenau. Il comma 4 prevede che sia autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per il 2023, di 3 milioni per il 2024, di 3,050 milioni per il 2025 e di 50 mila euro annui a decorrere dal 2026, dettando poi disposizioni riguardanti la copertura finanziaria degli oneri in questione. Il comma 5 prevede che il Ministro dell’Economia e delle finanze sia autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

I tre emendamenti depositati riguardano tutti il comma 3 del provvedimento. Uno, a prima firma della senatrice Ester Mieli (Fdi), chiede di sostituirlo con il seguente: “La Fondazione Museo della Shoah è sottoposta alla vigilanza del Ministero della Cultura secondo le modalità previste dalla normativa vigente”. Un emendamento della senatrice Cecilia D’Elia (Pd) chiede che il comma 3 si limiti a stabilire che la Fondazione sia posta sotto la vigilanza del MiC. Un altro emendamento Pd, a prima firma Francesco Verducci, stabilisce di sostituire le parole “che programma le attività museali anche tenuto conto degli indirizzi della Presidenza del Consiglio dei ministri” con le seguenti: “La programmazione delle attività museali spetta a un Comitato scientifico i cui componenti sono indicati dagli organi della Fondazione”. L’odg, invece, presentato dal capogruppo M5S in commissione Cultura del Senato, Luca Pirondini, impegna il governo “a favorire, incrementare e promuovere, in sinergia con il Ministero della Cultura e con tutti i soggetti interessati, anche con iniziative di carattere normativo, un dialogo costruttivo viepiù attraverso vere e proprie forme di ‘gemellaggio’ con le principali istituzioni culturali europee – dallo Judisches Museum di Berlino e di Praga alla Fabbrica di Schlinder a Cracovia, per citarne solo alcune fra le più note e prestigiose – al fine di contribuire a definire sempre più dettagliatamente la mappa dell’Europa concentrazionaria e dei ‘viaggi della memoria’, in ampiezza e profondità, nonché a continuare a trasmettere e dare valore a ogni forma di testimonianza legata alla storia dell’Olocausto”.

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