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E’ stata inaugurata presso il Corridoio dei busti di Montecitorio la mostra “Urbe” di Marta Czok, a cura di Jacek Ludwig Scarso con Georgiana Ionescu. L’iniziativa è promossa con l’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma e la Fondazione Marta Czok. Sono esposte cinque opere dell’artista con l’obiettivo di creare un dialogo con le sculture presenti nella Galleria dei busti e rappresentare così la connessione tra lo stile antico e quello moderno attraverso l’incontro tra le opere scultoree dedicate ai personaggi illustri e le figure rappresentate nei quadri di Czok. Tra le opere appositamente selezionate per la Galleria dei Busti di Palazzo Montecitorio, sottolinea il curatore, “vediamo in posizione centrale il polittico ‘Città Salva Anima / Soul Saving City’ originariamente commissionato nel 2000 dall’Ambasciata Francese presso la Santa Sede nell’ambito della mostra Roma Jubilans. Qui, Roma viene ritratta nel suo rapporto con la fede: scene di vita quotidiana nel contesto romano si alternano ad un panorama della Roma monumentale, in una riflessione sia emotiva che giocosa sul concetto di Città Eterna. Marta Czok vede Roma, sua città di adozione sin dagli anni Settanta, con la sua esperienza di vita apolide: affascinata da questo contesto, ma con una prospettiva che è al contempo familiare ed esterna a questo. Accanto a questo polittico, quattro opere dal 2011-2012 (Life of An Average Caesar, C’era una Volta, What For e Once upon a Time) offrono uno spunto di riflessione sul passato imperiale di Roma, con una sottile vena ironica, per la quale i tesori storici di una volta diventano la polvere su cui camminiamo adesso”. Le installazioni artistiche saranno visibili anche nei percorsi di Montecitorio a Porte Aperte, il periodico appuntamento con le visite guidate al palazzo.

Presenti all’inaugurazione, oltre all’artista e ai curatori, anche il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, e l’ambasciatrice della Polonia a Roma, Anna Maria Anders. “Una mostra di grande qualità a cui tengo molto, innanzitutto per il luogo in cui viene ospitata: un omaggio all’Urbe in un luogo dove si onorano i personaggi illustri della Repubblica Italiana”, ha sottolineato Mollicone. “Il dialogo che ci piaceva instaurare era proprio quello tra l’omaggio che gli antichi romani facevano agli uomini illustri e l’omaggio agli uomini illustri della Repubblica Italiana”. Per la diplomatica polacca “con questa mostra rendiamo omaggio a un’artista straordinaria che con la sua arte ci colpisce nel profondo del cuore. In un mondo dove manca la pace, dove si calpesta la vita umana, dove la realtà virtuale sembra più importante di quella reale, abbiamo sempre più sete di amore, bellezza e grazia. I tempi di guerra passeranno e spero che i valori ispirati dall’arte di Marta Czok torneranno trionfanti”, ha concluso Anders.

Marta Czok è nata a Beirut nel 1947, proviene da una famiglia di rifugiati polacchi ed è cresciuta a Londra, prima di fare dell’Italia la sua casa, a partire dagli anni ’70. Al centro della sua pittura ci sono i temi sociali e l’esperienza vissuta di migrazione.

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