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“L’Italia quando usa il soft power può essere considerata una superpotenza, perché la punta di diamante del nostro soft power è la cultura. Dal gennaio scorso, con la direzione generale per Diplomazia pubblica e culturale, abbiamo cercato di rendere la promozione della cultura italiana uno strumento di politica estera come veicolo di pace, sviluppo socio-economico e di stabilità internazionale, valorizzando al tempo stesso il nostro patrimonio culturale, i nostri territori e i nostri talenti”. Lo ha detto Pasquale Terracciano, direttore generale per la Diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Esteri, nel corso dell’evento “Progetto Genesi. L’Arte di educare al valore dei Diritti Umani” ospitato a Roma nella sede dell’Associazione Civita. “La promozione della cultura è un veicolo in grado di abbattere le barriere linguistiche e ideologiche, rafforzare legami oltre i confini nazionali e mantenere aperto il dialogo internazionale anche di fronte a scenari complessi come quelli che purtroppo dobbiamo fronteggiare oggi. Promuovere il multiculturalismo e la diversità delle espressioni culturali è al centro dell’impegno quotidiano da parte della nostra rete estera costituita da 84 Istituti italiani di cultura”, ha aggiunto Terracciano.

“Quando parliamo di cultura come ambasciatrice di valori universali, dobbiamo ricordare anche il ruolo che riveste la lingua – ha quindi sottolineato Terracciano -. La Farnesina è fortemente impegnata nella promozione dell’italiano nel mondo, nella convinzione che la nostra lingua sia contemporaneamente veicolo ed essenza di un patrimonio di valori quali la democrazia e il pluralismo. E in questo senso consideriamo lo strumento delle traduzioni un inestimabile ponte di dialogo tra culture differenti”.Terracciano ha così concluso il suo intervento: “La cooperazione tra tutte le realtà del nostro Paese è uno strumento essenziale per arrivare a una vera azione corale, capace di renderci portatori nel mondo di quelle istanze di pace e libertà centrali per la nostra democrazia”.

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