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La seconda edizione di “Italia Danza”, dopo aver fatto tappa a Sofia, Colonia e Oslo, si è appena conclusa a Madrid con le MicroDanze, brevi coreografie create e immaginate appositamente per spazi atipici come musei, palazzi storici, sedi degli Iic nel mondo, ma anche piccoli spazi urbani o monumentali. L’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, è nata con l’obiettivo di valorizzare gli Istituti italiani di cultura, luoghi che per eccellenza rappresentano la diplomazia culturale nel mondo, e la cultura italiana contemporanea, attraverso alcune delle creazioni dell’unico Centro Coreografico Nazionale italiano: il CCN/Aterballetto. “Il progetto delle MicroDanze – spiega ad AgenziaCULT Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Madrid – incarna sicuramente la filosofia dell’Istituto italiano di cultura di Madrid. Qui lavoriamo su diversi binari tra cui quello di focalizzarsi sulla creatività contemporanea: per questo la collaborazione con il CCN/Aterballetto, che rappresenta l’eccellenza italiana della danza contemporanea, è stata perfetta. Un altro aspetto centrale è la collaborazione con le istituzioni locali, perché per noi è fondamentale proporre l’Iic come luogo di incontro e di dialogo culturale tra l’Italia e la Spagna. Infatti, l’iniziativa delle MicroDanze è stata il frutto di un lavoro di squadra tra l’Iic di Madrid, il CCN/Aterballetto e la Galleria delle Collezioni Reali, luogo iconico del patrimonio nazionale spagnolo”.

“Il progetto MicroDanze – aggiunge Gigi Cristoforetti, direttore generale e artistico Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto – è composto da una serie di creazioni di coreografi differenti, pensato per poter dialogare con tanti spazi, con opere d’arte e pubblici differenti. La sua potenzialità, nell’ambito della diplomazia pubblica culturale, è proprio quella di creare l’incontro, qualcosa di cui oggi si sente particolarmente bisogno e che la danza stimola facilmente con l’essere un linguaggio transnazionale e con la sua capacità di essere sempre percepita con forza, soprattutto a distanza ravvicinata come sono le nostre performance”.

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