skip to Main Content
“Ritrovare nel passato i profondi legami che uniscono le culture del Mediterraneo è il primo passo per superare le difficoltà del presente e un invito a costruire insieme il futuro. Il Maeci continuerà a promuovere la cultura quale veicolo di dialogo, cooperazione e leva per uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Con la Conferenza dei ministri della Cultura del Mediterraneo “l’Italia conferma il costante impegno nel riaffermare la centralità della cultura quale strumento di dialogo nel mondo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo alla cerimonia di apertura della Conferenza dei Ministri della Cultura del Mediterraneo, organizzata a Napoli il 16 e 17 giugno. L’incontro ha l’obiettivo di mettere a fuoco la diplomazia culturale in una regione strategica per gli equilibri globali. Partecipano oltre 60 delegazioni in formato ibrido, rappresentative dei Paesi della regione Euro-mediterranea, delle Istituzioni europee competenti, delle Organizzazioni Internazionali e delle Organizzazioni Non Governative di maggior rilievo.

Per l’Unione europea, ha spiegato il ministro degli Esteri, “la cultura è un elemento essenziale per acquisire maggiore coscienza di sé, dei propri mezzi e dei propri fini e valori. E’ anche un’importante bussola per riavvicinare le sponde del Mediterraneo, storico crocevia e luogo di sintesi di diverse civiltà. In questa prospettiva, la cultura è diventata sempre più una componente essenziale e sostanziale delle politiche europee”. La riflessione di oggi coglie “appieno la natura trasversale della cultura e il suo potenziale contributo di molti degli obiettivi di sviluppo sostenibili enucleati dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

Questa iniziativa, ha aggiunto Di Maio, è “in perfetta sinergia con l’impegno del Ministero degli Esteri per il rilancio in termini di partenariato delle relazioni con i Paesi del vicinato Sud”. La cultura “incarna perfettamente il concetto di bene comune mediterraneo, da noi proposto e recepito nella nuova agenda dell’Unione europea per il Mediterraneo da promuovere e proteggere congiuntamente”.

Un passaggio poi sulla vicenda ucraina. “Le convenzioni per la protezione di beni culturali dell’Unesco tra importanti organizzazioni internazionali – ha aggiunto Di Maio – saranno un punto di riferimento per monitorare, ridurre e riparare i danni inferti dalla guerra al patrimonio ucraino che proprio l’Unesco ci ricorda essere patrimonio di tutti noi”.

L’Italia, ha ricordato infine il ministro, “è tradizionalmente impegnata per la salvaguardia e promozione del patrimonio culturale nel mondo grazie anche all’azione del Comando Carabinieri Tpc anche nell’ambito dei Caschi blu della cultura, della rete degli Istituti italiani di cultura all’estero e delle nostre missioni archeologiche. Queste ultime contribuiscono in maniera rilevante, in particolare nel Mediterraneo allargato, a mantenere relazioni stabili e intensificare la cooperazione in ambito culturale”.

“Ritrovare nel passato i profondi legami che uniscono le culture del Mediterraneo – ha concluso Di Maio – è il primo passo per superare le difficoltà del presente e un invito a costruire insieme il futuro. Il Maeci continuerà a promuovere la cultura quale veicolo di dialogo, cooperazione e leva per uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Back To Top