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Si è tenuta domenica 9 novembre una visita a porte chiuse alla mostra fotografica “Giovanni Paolo II, l’Uomo, il Papa, il Santo negli scatti di Gianni Giansanti” presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma. L’iniziativa, promossa congiuntamente dalla presidenza della commissione Cultura della Camera e dall’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia, ha riunito Ambasciatori e Capi Missione degli Stati membri dell’Unione Europea, inclusi i rappresentanti della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina, in un segno tangibile di unità e profonda riflessione sui valori europei in un momento storico delicato. L’evento si inserisce nel contesto della celebrazione della Giornata della Libertà italiana (istituita dalla Legge n. 61 del 15 aprile 2005) e si pone come momento di riflessione sui valori fondanti dell’Europa: democrazia, sovranità popolare e libertà. Il nesso con la figura di San Giovanni Paolo II è cruciale. La Sua vita e la Sua instancabile azione diplomatica e spirituale hanno rappresentato un supporto morale fondamentale per i movimenti che hanno condotto al superamento delle divisioni ideologiche in Europa e, in particolare, al crollo del Muro di Berlino e alla riconquista della libertà da parte dei Paesi dell’Est Europa. La Sua testimonianza è intrinsecamente legata al concetto di libertà che si è voluto celebrare. A valorizzare ulteriormente la visita, si è registrata la partecipazione di figure di altissimo rilievo, tra cui S.E. Hanna Suchocka, già Primo Ministro della Polonia (la prima premier donna dopo la caduta del Muro di Berlino) e Ambasciatrice polacca presso la Santa Sede (2001-2013), e una prestigiosa delegazione del Parlamento polacco con a capo il Vicepresidente Piotr Zgorzelski. La presenza di S.E. Suchocka, in particolare, è stata di significativo valore istituzionale, in quanto testimone diretta e collaboratrice di alto livello di Papa Wojtyła. Prima dell’inizio della visita, l’ex premier Hanna Suchocka ha rivolto un saluto ai numerosi partecipanti che sono stati successivamente accompagnati lungo un percorso guidato e approfondito della mostra dalla curatrice Ilaria Schiaffini. “Sono molto commossa nel vedere queste foto in questa bellissima mostra”, ha rimarcato l’ex premier polacca. “Mi tornano in mente i ricordi della mia vita con Giovanni Paolo II: era un visionario, voleva fare le cose che non facevano i politici, le sue parole erano ‘apertura’ e non ‘chiusura’”.

Il presidente della VII Commissione della Camera, Federico Mollicone (Fdi), ha aggiunto: “Oggi a Castel Sant’Angelo, con la partecipazione di Ambasciatori e rappresentanti europei, abbiamo voluto celebrare la Giornata italiana della Libertà attraverso la figura di San Giovanni Paolo II, un gigante della storia che con la sua azione diplomatica e spirituale ha saputo ispirare la caduta dei muri e la riconquista della libertà in Europa. Questa iniziativa, promossa congiuntamente con l’Ambasciata di Polonia, è un segno tangibile di unità e un richiamo ai valori fondamentali che uniscono il nostro continente, specialmente in momenti storici così delicati”, ha dichiarato . “Con questa iniziativa della commissione Cultura del Parlamento italiano – insieme ai musei e ovviamente all’Ambasciata polacca – abbiamo radunato i diplomatici europei per celebrare questa Giornata, una Giornata che va celebrata per ricordarci sempre il valore della libertà”. Mollicone ha quindi letto il messaggio della premier italiana, Giorgia Meloni: “Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino, non rappresenta solo l’abbattimento di un muro che per anni aveva diviso la Germania in due sotto la morsa del comunismo, segnando profondamente l’Europa e il mondo intero, ma racconta anche il momento in cui migliaia di persone, unite e legate dallo stesso desiderio, avevano dato inizio a una nuova alba e a un nuovo giorno con la riconquista della libertà, della speranza e della democrazia”, ha dichiarato il presidente del Consiglio.

La significativa e prestigiosa partecipazione della rappresentanza diplomatica europea ha sottolineato l’importanza del messaggio veicolato dall’iniziativa, rafforzando i legami istituzionali e ribadendo il ruolo della cultura e della memoria come fondamento dell’identità europea. “Il 9 novembre – ha evidenziato l’Ambasciatore di Polonia in Italia, Ryszard Schnepf – è il giorno della libertà, nel quale si commemora la caduta del Muro di Berlino. Un momento fondamentale per la democrazia e la libertà in Europa e nel mondo. Ed è stato proprio Giovanni Paolo II il protagonista di questo cambiamento epocale. Il 1978 ha cambiato la storia dell’Europa e della Polonia, la sua elezione ha segnato un momento di cambiamento e ha dato speranza a milioni di persone. Giovanni Paolo II ha rappresentato un ponte tra Est e Ovest, un leader spirituale e un Papa della solidarietà”, ha aggiunto l’ambasciatore.

Presente alla visita anche Luca Mercuri, Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. “E’ un orgoglio per Castel Sant’Angelo ospitare questa iniziativa che abbiamo accolto con grande entusiasmo: è una mostra di altissima qualità sia dal punto di vista della realizzazione che dei contenuti. Ci tenevamo che si tenesse a Castel Sant’Angelo proprio per la sua posizione. Un’esposizione che sta andando molto bene, abbiamo registrato un sensibile aumento dei visitatori proprio in coincidenza con questa mostra”, ha aggiunto. “Sono onorato come direttore di questo luogo così straordinario di ospitare personalità diplomatiche così importanti e collegate a ciò di cui parliamo oggi, ovvero il ricordo di quell’evento capitale che è stato lo spartiacque per la storia non solo d’Europa, ma di tutto il mondo”.

LA MOSTRA

Nel cuore dell’Anno Giubilare, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo ospita fino al 30 novembre una mostra che è insieme omaggio, racconto e riflessione: un viaggio visivo dedicato a San Giovanni Paolo II, una delle figure più amate e influenti della storia del Novecento e del papato contemporaneo. Attraverso l’obiettivo sensibile e penetrante di Gianni Giansanti, fotografo che ha saputo cogliere l’anima del Pontefice come nessun altro prima, il visitatore è invitato a scoprire non solo il Papa, ma l’uomo Karol Józef Wojtyła. Le immagini, potenti e intime, restituiscono la forza spirituale, la fragilità umana, la determinazione e la profonda umiltà di un uomo che ha segnato la storia del nostro tempo. La mostra si articola in un percorso che intreccia fotografia, memoria e documentazione storica. Si apre con una linea del tempo visiva e documentaria che accompagna il visitatore attraverso le tappe fondamentali della sua vita, dalla giovinezza in Polonia, all’attività pastorale del Cardinale Wojtyła, fino al lungo e intenso Pontificato. Fotografie rare, lettere, documenti, oggetti personali, memorabilia, video raccontano la formazione di un uomo destinato a cambiare la storia e testimoniano il suo impegno spirituale e culturale. Gli scatti di Gianni Giansanti, nelle sale successive, offrono uno guardo autentico e toccante sulla vita di un uomo che ha saputo parlare al mondo con il linguaggio della fede, del coraggio e della pace. L’iniziativa nasce con l’intento di celebrare la memoria e l’eredità spirituale di Giovanni Paolo II, ma anche di valorizzare la fotografia di Gianni Giansanti come strumento di narrazione e testimonianza. In un luogo simbolico come Castel Sant’Angelo, che nel grande Giubileo del 2000 vide la riapertura del Passetto di Borgo, la mostra si fa ponte tra memoria e presente, tra arte e spiritualità. Un’occasione unica per riscoprire la figura di Giovanni Paolo II e riflettere sul valore della fede e dell’umanità.

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