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La relazione della presidente Irene Bongiovanni in occasione dell’Assemblea nazionale guarda al futuro chiedendo alle istituzioni “non di fare qualche cosa per noi, ma di farlo insieme a noi”

“Non chiediamo alle istituzioni di fare qualche cosa per noi, chiediamo di farlo insieme a noi. Dobbiamo avere coraggio”. Questo il messaggio che Irene Bongiovanni, presidente uscente di Confcooperative Cultura, Turismo, Sport intervenendo all’Assemblea nazionale dal titolo “Sinfonia per un mondo che cambia”, ha consegnato unitamente “alle nostre proposte, ai nostri progetti, ai nuovi modelli che vogliamo sostenere. Perché serve la capacità di visione, la voglia di cambiamento ma anche la forte volontà di accompagnare questo cambiamento. Per essere protagonisti di un mondo nuovo che è già qui, ora e che dobbiamo avere il coraggio di costruire insieme”.

Le relazioni, le cooperazioni

“Il nostro sguardo al futuro – ha detto Bongiovanni nel corso della sua relazione – non può che essere inclusivo, aperto ad altre relazioni, a molte cooperazioni. Anci, Uncem, CEI, Coni sono solo alcuni dei soggetti con i quali stiamo attivamente lavorando per portare avanti proposte e nuovi modelli. Serve un coinvolgimento ampio, per cambiare metodi e approcci. Siamo profondamente convinti che solo con un lavoro di insieme, a più ‘voci’, da diversi punti di vista, sia possibile portare quel cambiamento di modelli che è assolutamente necessario per non disperdere questo tempo. Le risorse che stanno arrivando con il Pnrr sono importanti, dobbiamo fare in modo che sostengano cambiamenti profondi e significativi e che siano generativi per un futuro che tutti vogliamo diverso”.

Il rapporto tra pubblico e privato

E’ un punto centrale per il futuro, ha detto Bongiovanni. “Il rapporto tra pubblico e privato è stretto e possiamo usare questo tempo per uscire da un rapporto poco produttivo ed entrare invece in una prospettiva generativa come quella proposta con i Partenariati Speciali Pubblico/Privato che vedono il bene culturale come fulcro di sviluppo sostenibile delle comunità. Le imprese possono e devono rappresentare molto di più del solo essere fornitori di servizi. Dobbiamo interpretare in modo nuovo questo rapporto, anche valorizzando le competenze specifiche che sono all’interno del privato”.

Il ruolo della cooperazione per il mondo che cambia

Il modello di impresa cooperativa è sancito nella Costituzione. “Partiamo da qui per ricordare che è un modello di impresa che già i padri costituenti hanno voluto valorizzare. Un modello di impresa che sa tenere insieme persone, lavoro, sostenibilità. E’ questa una delle risposte concrete per dare sostanza a un mondo diverso, nuovo. Per questo stiamo insistendo affinché la dimenticanza della cooperazione nella riforma dello sport venga presto corretta. E occorre però che la cooperazione sappia trovare un importante protagonismo, offrendo risposta concrete, nuovi modelli, nuove prospettive”.

Il lavoro nei settori della cultura, sport, turismo, spettacolo

Il lavoro è una questione centrale. “Se tutti concordiamo sul fatto che questi sono settori strategici per uno sviluppo sostenibile della società, allora non possiamo prescindere dal sostenere in modo convinto il lavoro in questi stessi settori. Pensiamo alle imprese culturali e creative che ancora non hanno visto una definizione nel nostro Paese, pensiamo al lavoro sportivo che è oggetto di una profonda riflessione e di una proposta di riforma che presto arriverà a discussione, pensiamo allo spettacolo dove le fragilità lavorative sono emerse nella pandemia e che oggi sono oggetto di un disegno di legge delega che speriamo possa arrivare presto ad approvazione definitiva per innovare questo settore”. Ancora troppo spesso nel nostro Paese “il lavoro in questi contesti non è scontato, troppo spesso ci troviamo a dover sottolineare i ruoli diversi che rivestono, ad esempio, il volontariato e il lavoro. E’ un altro cambio di approccio che non possiamo più rinviare. E’ una condizione necessaria e imprescindibile per dare davvero sostanza a delle comunità generative, coese, eque”.

La nuova rappresentanza

“Crediamo che il nostro ruolo sia anche quello di sostenere modelli e progetti, di proporre e generare cambiamenti necessari in questo tempo. E per fare questo il rapporto con le istituzioni diventa essenziale. Un rapporto che deve guardare a una profonda collaborazione: vi sono necessità comuni, ma competenze diverse. Grazie a questa complementarietà possiamo uscire da una conflittualità che troppo spesso caratterizza la dialettica tra questi contesti e che invece dobbiamo imparare, insieme, a rendere più collaborativa e cooperativa. Una rappresentanza, dunque – ha concluso Bongiovanni -, che sappia proporre modelli e istituzioni in grado di riconoscere e valorizzare il ruolo del privato, anche in questi settori”.

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