skip to Main Content

“Attualmente il mercato dell’arte in Italia genera un indotto economico di circa 4 mld di euro e impiega 50mila persone. L’Italia per tornare a essere protagonista deve stimolare la domanda culturale e creare nuovi posti di lavoro, avvicinando i giovani all’arte e al collezionismo. Apprezziamo molto l’intervento del Governo e del ministro Giuli sui contenuti del decreto”. Così Alessandra Di Castro e Ines Pascale, rispettivamente presidente e consulente del Gruppo Apollo, in audizione presso la Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame in sede referente del Dl Cultura. Per quanto riguarda l’industria dell’arte, “proponiamo semplificazioni nelle procedure di circolazione di opere d’arte e l’allineamento della normativa nazionale alla disciplina europea del Regolamento comunitario 116/2009, che fissa delle soglie di valore al di sotto delle quali non è richiesta la licenza di esportazione per la circolazione dei beni al di fuori della comunità: in Italia tuttavia esiste una sola soglia di valore pari a 13.500 euro, applicabile a qualsiasi tipologia di beni, a eccezione di quelli archeologici, di età superiore a 70 anni per l’uscita dal territorio nazionale, al di sopra della quale occorre avviare una procedura lunga e molto complicata per l’ottenimento del permesso di esportazione. Chiediamo inoltre di uniformare la data di anzianità delle opere d’arte ai fini della normativa sulla circolazione dei beni culturali, eliminando il regime ibrido 50-70 anni introdotto nel 2017. Infine segnaliamo le difficoltà delle gallerie d’arte italiane aggravate da politiche fiscali sfavorevoli rispetto a Francia e Germania: questo penalizza le gallerie d’arte italiane che sono vitali per la sopravvivenza del nostro sistema culturale”.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top