Annunciati a Venezia i vincitori del concorso di Culturmedia Legacoop “Un metro di libri” rivolto a giovani designer, architetti e creativi e lanciato al Salone del libro di Torino in occasione del cinquantenario dell’associazione e in omaggio al suo primo presidente Cesare Zavattini. L’annuncio è arrivato nel corso del convegno “Filiere culturali cooperative per uno sviluppo equo e sostenibile”presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti, tappa conclusiva dei festeggiamenti per i 50 anni della cooperazione culturale in Italia promossa da Culturmedia Legacoop.
I VINCITORI
Per la sezione ‘Spazio Domestico’, 1° premio a FILIPPO OPPIMITTI col progetto “Fermin”; 2° premio ad ALBERTO MICIELI con “Comporre la lettura”; 3° premio a CHIARA ROGGERONE con “La Covoteca”. Due menzioni speciali: SOFIA RUSSO, MARIA ANTONIETTA MAFFEI, REBECCA SORAYA CERAOLO col progetto “Ligilo” e FRANCESCO AMATO col progetto “Volta”.
Per la sezione ‘Spazio Urbano’, 1° premio a GIORGIA PIERLEONI “A libro aperto”; 2° premio a ANTONIO DEROBERTIS “Nido – Microspazio per la lettura condivisa”; 3° premio a LAURA ERMEDI “Leggere in movimento”. Due menzioni speciali: VALENTINO CHIDIAC col progetto “Open Book” e a SIMONA ASARO con “Vagone Letterario”.
IL CONTEST
Il lancio del concorso a Torino era stato il primo di un ciclo di appuntamenti che nel 2025 hanno attraversato l’Italia per promuovere la cultura come bene comune. L’obiettivo era quello di riprendere, con uno sguardo contemporaneo, l’appello lanciato da Zavattini nel 1975, quando propose alle cooperative edilizie di destinare almeno un metro di spazio, in ogni nuova abitazione, alla lettura e alla biblioteca familiare: un’intuizione semplice e visionaria, pensata per rendere la cultura davvero accessibile a tutti, fisicamente presente nella quotidianità domestica. In occasione del lancio, Giovanna Barni, presidente di Culturmedia Legacoop aveva detto: “Un metro di libri non è solo uno slogan, ma un’idea concreta che mette insieme design urbano e rigenerazione culturale. Immaginiamo spazi pubblici dove i libri non siano solo da leggere, ma diventino parte del paesaggio, una presenza viva che rappresenta il valore che diamo alla cultura nelle nostre comunità. È un progetto nato dalla cooperazione, ma che vuole andare oltre, unendo le generazioni. E soprattutto è un invito ai giovani: vogliamo che siano protagonisti, che portino energie e visioni per costruire un futuro in cui la cultura sia davvero un diritto per tutti, non un privilegio per pochi”.
