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A fine aprile il nostro Paese parteciperà come Ospite d’Onore al Salone del libro francese recentemente profondamente rinnovato. Al Centro per il Libro e la Lettura del MiC il ruolo di coordinare la proiezione italiana Oltralpe. La Francia è oggi, dopo la Spagna, il nostro principale partner commerciale per l'esportazione editoriale nell’Unione europea, con un +67 per cento tra il 2019 e il 2020.
Logo Del Festival Del Libro Di Parigi

Proporre alla Francia un racconto attualizzato dell’Italia e della sua identità letteraria che sfugga ai cliché con cui veniamo solitamente rappresentati all’estero. Presentando ai cugini d’Oltralpe un panorama attuale dei nostri autori, sapendo allo stesso tempo raccontare adeguatamente la realtà nazionale nella sua vivacità e complessità andando oltre la tradizione classica e ormai consolidata. E’ con questo spirito che il nostro Paese si prepara all’appuntamento del Festival del Libro di Parigi (in programma dal 21 al 23 aprile all’ombra della Torre Eiffel) che quest’anno, dopo 21 anni, tornerà ad accogliere l’Italia come Paese Ospite d’Onore.

Ma dietro questo progetto c’è un intenso lavoro organizzativo e diplomatico-culturale che va avanti da mesi. Diversi gli attori coinvolti: dall’Aie all’Ice, dal Ministero degli Esteri alla nostra ambasciata nella capitale francese insieme all’Istituto italiano di cultura. E ovviamente il Ministero della Cultura che con il Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) ha fatto in questo percorso di avvicinamento un intenso lavoro di coordinamento e di cerniera. Un compito che ha coinvolto in prima persona il direttore del Centro, Angelo Piero Cappello, che ha messo a disposizione del progetto l’esperienza e i rapporti già maturati sia alla Farnesina nella promozione integrata del Sistema Paese all’estero sia nei diversi Istituti italiani di Cultura, da Cairo a Belgrado a Cracovia fino a Varsavia.

L’ITALIA SI PRESENTA AL SALONE

La partecipazione italiana a Parigi 2023 è caratterizzata da un percorso tematico intitolato “Passioni italiane” che verrà anticipato da una serie di incontri studiati d’intesa tra il Cepell e l’IIC di Parigi. L’intervento inaugurale della Fiera è affidato a Maurizio Serra, diplomatico, scrittore e primo italiano a diventare membro della Académie Française, con un titolo assai esplicativo: “Cari cugini, chers cousins!”. Parigi presenta un’edizione tutta rinnovata del Salone che si è trasformato in una vera e propria fiera assumendo nel 2022 la nuova denominazione di Festival du Livre. “Una dimensione diversa – spiega ad AgenziaCULT il direttore del Cepell, Cappello – ma che comunque consente all’Italia, essendo Paese ospite d’onore, di presentare non soltanto i risultati di un lavoro lungo che è stato fatto in questi ultimi tre anni anche da parte del Centro per il libro e la lettura per dare sostegno all’export del libro italiano, ma anche di presentare un ventaglio di proposte che vada oltre le semplici traduzioni già effettuate o in corso di realizzazione. L’Italia avrà infatti la possibilità di raccontare la realtà nazionale attuale sia in termini di attualizzazione socio-economica ma soprattutto in termini di percorso culturale che il nostro Paese ha fatto in questi anni e che comunque ha consentito all’Italia di continuare ad essere un punto di riferimento all’interno dell’Unione europea”.

IL MERCATO FRANCESE

La Francia è oggi, dopo la Spagna, il nostro principale partner commerciale per l’esportazione editoriale nell’Unione europea, con un +67 per cento tra il 2019 e il 2020. In termini assoluti, compriamo ancora più di quanto vendiamo all’estero, ma nel 2001 vendevamo circa 1.800 titoli e ne compravamo il triplo. Oggi siamo quasi in parità (con un attivo nel settore dei libri per bambini e albi illustrati). “Il mercato francese è uno dei più importanti per il nostro Paese – ricorda Cappello -. Sia per quello che riguarda ciò che noi importiamo dalla Francia sia per il nostro export. Ovviamente il mercato francese è un mercato che ha un’ampiezza di gran lunga superiore a quello italiano perché la francofonia va oltre i confini della stessa Francia. Ci sono infatti molti altri paesi francofoni, dal Canada all’Africa settentrionale, in cui si parla francese; al contrario accade nel mercato italiano che, grosso modo, coincide con i suoi confini nazionali. Quindi l’appuntamento di aprile è sicuramente un’occasione importante per l’Italia”.

Tuttavia, anche in Francia, ragiona Cappello, continua ad avere ancora una sua resistenza “il racconto di una cultura italiana fortemente intrisa di classicità e tradizione: l’Italia non è solo Rinascimento, chiaramente, è anche contemporaneità sia sotto il profilo artistico e musicale ma anche sotto quello letterario. In questo senso si inserisce anche la presenza a Parigi della giovanissima direttrice d’orchestra Beatrice Venezi che rappresenta proprio una chiave di lettura attualizzata per quel che riguarda la musica italiana contemporanea”.

In generale, i settori che tradizionalmente trainano la proiezione editoriale italiana in Francia sono la letteratura per bambini e i graphic novel (come evidenziano anche i dati AIE), “però stiamo assistendo a una crescita importante anche nell’ambito della saggistica. L’Italia ha rinunciato a una saggistica che sia esclusivamente accademica e ha cominciato a saper lavorare e a farlo bene – anche per le scelte oculate delle case editrici – su una saggistica che sia anche divulgativa e di maggiore accesso”.

GLI STRUMENTI PER LA PROMOZIONE DEL LIBRO ITALIANO

Il Centro per il Libro e la Lettura è in costante confronto con gli altri attori istituzionali e non e ha già pianificato un’ampia rosa di proposte da presentare a Parigi. Ma soprattutto ha programmato una serie di spazi tematici all’interno dei quali riuscire a operare questo nuovo racconto dell’Italia all’estero. Il lavoro finalizzato a incrementare il peso del nostro Paese fuori dai confini nazionali è cominciato già da qualche anno.

Gli strumenti messi in campo infatti non sono soltanto quelli della partecipazione diretta alla fiera, ma c’è stato anche uno sforzo importante nel sostenere la traduzione verso le lingue straniere dei libri italiani. Con i bandi per il sostegno alla traduzione 2020 e 2021, il Cepell ha finanziato un totale di 169.576,22 euro per 43 opere in traduzione francese (a cui si aggiungono le traduzioni finanziate con bando 2022 per le quali i dati non sono ancora disponibili). “Alla Fiera ci sarà la presenza di libri italiani che sono già stati tradotti, di libri italiani che sono in corso di traduzione e altri che speriamo di promuovere in traduzione francese al più presto. Riteniamo che siano interessanti e che corrispondano a quel trend che oggi è in crescita, come il settore della saggistica italiana che ha ridotto i margini di import e ha aumentato i margini di export”.

IL RUOLO DEL CEPELL

Il Centro del Libro e la Lettura, in questi ultimi anni, ha puntato molto sull’internazionalizzazione delle produzioni editoriali italiane. “C’è stato uno sforzo significativo nella proiezione verso l’estero che ha moltiplicato l’impegno del Cepell nel sostegno alle residenze estive per traduttori. In più abbiamo per la prima volta assistito a un impegno finanziario diretto del Centro sul fronte dell’incentivo alle traduzioni di centinaia di opere italiane in tutte le lingue con particolare attenzione ovviamente alle lingue dei Paesi nei quali saremo ospiti d’onore nelle rispettive fiere: Parigi adesso e poi Varsavia e Francoforte il prossimo anno”.

Il Cepell, ovviamente, non ha operato solo verso l’estero, anzi. Un soggetto cresciuto molto negli ultimi anni, interpretando a pieno il ruolo guida che la Legge sul libro e la lettura (approvata all’inizio del 2020) gli ha assegnato. “Il Centro, negli ultimi anni, ha visto riconfigurare il proprio ruolo passando da ufficio quasi esclusivamente burocratico a attore importante direttamente impegnato ‘sul campo’. Abbiamo lavorato in prima persona per incentivare le reti territoriali italiane, ad esempio, con i Patti per la lettura o con il progetto la Città che legge. Per quest’ultimo, in particolare, si è passati da pochissime centinaia a oltre 900 comuni coinvolti”, segnala Cappello.

Si è certamente intensificato anche il lavoro di e per le scuole, con programmi di educazione e ricerca nel campo della lettura (se ne darà conto, pubblicamente a breve, nell’ambito della fiera Didacta a Firenze), di sperimentazioni didattiche (come la biblioterapia a scuola), di ricerche e indagini statistiche (come quella che sta finalizzando l’Università di Perugia sulle metodologie attualmente in uso nelle scuole nel campo dell’educazione alla lettura), ma anche di pratiche innovative di lettura come quelle che si stanno realizzando con l’Università di Roma Tor Vergata sull’uso di strumentazioni informatiche per l’analisi e la lettura dei classici”. Infine, ultimo ma non per importanza, il Centro “ha ormai messo in campo una serie di iniziative, in collaborazione con centri di ricerca, editori, università ed esperti della materia, tese a verificare le potenzialità della lettura nell’ecosistema digitale iniziando un percorso di riflessione critica sugli effetti della lettura oltre la pagina di carta. Insomma, il Centro per il libro e la lettura negli ultimi anni si sta facendo spazio per diventare sempre più un fattivo punto di riferimento per tutti coloro che, a diverso titolo, si muovono e operano nel campo del libro e della lettura”.

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