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Incontro al Salone del libro di Torino tra il presidente della VII Commissione della Camera e i vertici italiani di TikTok che ha annunciato di aver iniziato a etichettare in modo automatico i contenuti generati dall’intelligenza artificiale caricati da altre piattaforme

“L’introduzione da parte di TikTok di watermark per i contenuti generati da intelligenza artificiale caricati da altre piattaforme è una bella notizia e anticipa l’indirizzo deI Parlamento italiano, che, in Commissione VII, in allegato al Tusma, ha posto come condizione l’introduzione di 4 loghi per l’identificazione dei contenuti generati da intelligenza artificiale”. Lo dichiara il Presidente della Commissione Cultura della Camera e Responsabile Nazionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, in occasione di un incontro nell’ambito del Salone internazionale del libro di Torino con i vertici italiani di TikTok. E’ di queste ore, infatti, la notizia che TikTok ha deciso di iniziare a etichettare in modo automatico i contenuti generati dall’intelligenza artificiale caricati da altre piattaforme.

“Grazie a una partnership con la Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA) – spiega l’azienda -, siamo la prima piattaforma di condivisione video a implementare la tecnologia Content Credentials. Per aiutare la nostra community a orientarsi con gli AIGC e la disinformazione online, stiamo inoltre lanciando nuove risorse per l’alfabetizzazione mediatica”, spiega l’azienda che aggiunge: “L’IA offre incredibili opportunità creative ma, se non si sa che il contenuto è stato generato dall’intelligenza artificiale, gli utenti possono esserne confusi o fuorviati. Le etichette aiutano a rendere chiaro il contesto: ecco perché etichettiamo gli AIGC realizzati con gli effetti IA di TikTok e da oltre un anno chiediamo già ai creator di etichettare gli AIGC realistici. Nei prossimi mesi, inizieremo inoltre ad allegare le Content Credentials ai contenuti di TikTok, in cui rimarranno anche una volta scaricati. Questo significa che chiunque sarà in grado di utilizzare lo strumento di verifica di C2PA per individuare gli AIGC realizzati su TikTok e persino per sapere quando, dove e come è stato creato o modificato il contenuto. A loro volta, le altre piattaforme che adottano le Content Credentials saranno in grado di etichettarlo automaticamente”.

In una conversazione ripresa integralmente da AgenziaCULT (disponibile sul sito dell’agenzia) e che ha toccato diversi temi, il presidente della VII Commissione di Montecitorio ha ricordato come “secondo la nostra proposta, un watermark sarà utilizzato per identificare un contenuto generato solo da AI, un altro invece per i contenuti generati insieme dall’intelligenza artificiale e dall’intelligenza umana. Il terzo logo rappresenta una novità e servirà per identificare i contenuti originati solo dall’intelligenza umana. Auspico che Tiktok voglia adottare anche questo e far vedere che quel contenuto è un contenuto originale e specificarlo per innescare il meccanismo positivo come avvenuto nella filiera enologica con il DOCG. A livello europeo, questo può rappresentare una caratteristica innovativa. Infine, il quarto logo sarà utilizzato per segnalare quando il contenuto è un deepfake generato dall’intelligenza artificiale, perché, per piattaforme legali come TikTok, è una tutela dai fake che rischiano di essere anche pericolosi”.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

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