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La commissaria rassicura gli eurodeputati sul fatto che il progetto della Commissione per un’estetica del Green Deal non sarà finanziato da Europa Creativa. Il monito agli Stati: "Attuare iniziative concrete per aiutare il settore in crisi"

“Il settore culturale sarà il motore del Bauhaus europeo”, l’iniziativa lanciata dalla Commissione europea per conferire “una nuova estetica” al patto verde per l’Europa, il Green Deal. Così Mariya Gabriel, Commissaria europea per l'innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e la gioventù, intervenendo in commissione Cultura del Parlamento europeo in uno scambio di vedute con gli eurodeputati sul nuovo progetto dell’Esecutivo comunitario che la commissaria definisce un “ponte tra scienza, tecnologia e la cultura”. La necessità “di lottare contro i cambiamenti climatici ci obbliga a ripensare il nostro futuro e il nostro stile di vita”. Il Bauhaus europeo sarà quindi un nuovo spazio di riflessione e sperimentazione, “un acceleratore, un hub per reti ed esperti globali” per trovare nuove soluzioni più sostenibili. “Abbiamo bisogno di impegno costante e creatività”, dice Gabriel. In concreto si tratta di uno spazio di co-creazione in cui architetti, artisti, designer, ingegneri, studenti e imprenditori possano creare reti di collaborazione e lavorare insieme per realizzare gli obiettivi di sostenibilità della Commissione.

“Vorrei rassicurare del fatto che sarebbe fuori luogo chiedere soldi dal programma Europa Creativa, il settore culturale e creativo è in crisi, e mi impegno a fare in modo che ciò non accada”, ha assicurato Gabriel, incalzata dalle richieste degli eurodeputati che hanno chiesto dove saranno reperite le risorse per finanziare il progetto. L’eurodeputata dei Socialisti &Democratici Petra Kammerevert ha già fatto sapere che il secondo gruppo più numeroso al Parlamento europeo è pronto a bocciare l’iniziativa se le risorse saranno prese dal programma Europa Creativa, programma dedicato al settore culturale già ridimensionato dai leader di Stato e governo nel loro accordo di luglio su Bilancio e fondo di ripresa.

Quanto ai finanziamenti, non è da escludere che si possa attingere alle risorse del Recovery Fund, il piano della ripresa da 750 miliardi di euro, tra prestiti e sovvenzioni, proposto dalla Commissione europea. “Non sarei contraria”, afferma Gabriel. Ma spetta poi agli Stati membri presentare strategie nazionali e attuare programmi dedicati per aiutare i settori creativo e culturale danneggiati dalla crisi. “Sono gli Stati che devono prendere iniziative concrete per aiutare il settore culturale in crisi”, afferma Gabriel. Essendo un progetto di natura trasversale, che andrà a combinare i settori della sostenibilità, della scienza e del design con arte e cultura in un processo co-creativo, le risorse potrebbero essere attinte anche dai programmi come Horizon Europe, dedicato alla ricerca, e dai fondi europei di sviluppo regionale per mettere in rete artisti, architetti, imprenditori etc. Gabriel ha rivelato di aver già anticipato il tema alla commissaria per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira. 

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