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Vellano: “Usciremo da questa crisi in modo sano se metteremo le relazioni culturali al centro dei nostri sforzi per superarla"

Fare della cultura un elemento importante della politica estera: questa l’appello lanciato dagli Istituti nazionali di cultura dell'Unione europea (EUNIC) in una dichiarazione congiunta in cui si chiede di continuare a sostenere le relazioni culturali. Nella dichiarazione si sottolinea in particolare il contributo che le relazioni culturali possono apportare a una società globale post-crisi e il loro valore per una politica estera amichevole e pacifica. I membri dell'EUNIC invitano quindi a porre le relazioni culturali al centro degli sforzi per combattere gli effetti dell'epidemia di coronavirus, per proteggere la cultura dai tagli di bilancio nei quadri finanziari post-crisi e per aumentare sostanzialmente i bilanci dell'Ue per la cultura.

“La pandemia di Covid-19 – si legge nella dichiarazione – ha avuto un effetto schiacciante sul lavoro delle relazioni culturali internazionali. Gli artisti e le organizzazioni, tra cui i membri dell'EUNIC, sono stati gravemente colpiti dalla brusca interruzione delle loro attività, che dipendono fortemente dall'incontro di persone. Con tutti gli Stati membri dell'Ue che dedicano una notevole quantità di risorse alle relazioni culturali (i membri EUNIC hanno un budget complessivo di 2,9 miliardi di euro nel 2019), mantenendo reti mondiali di istituti culturali (oltre 2.500 filiali con più di 35.000 dipendenti), le relazioni culturali sono state per decenni uno strumento di primo piano nella politica estera. In occasione dell'Assemblea dei soci online del 4 giugno 2020, i membri di EUNIC si sono impegnati a continuare a rafforzare le relazioni culturali europee”.

Roberto Vellano, Presidente di EUNIC, ha dichiarato: “Usciremo da questa crisi in modo sano se metteremo le relazioni culturali al centro dei nostri sforzi per superarla. La cultura può generare uno spirito di dialogo e di solidarietà globale”. Gitte Zschoch, direttore dell'EUNIC, ha aggiunto che “è necessaria una politica estera comune dell'Ue che dia adeguato peso alle relazioni culturali sia nella fornitura di strutture che nelle finanze, e tutti gli attori coinvolti – dalla Commissione europea e dal Servizio europeo per l'azione esterna agli Stati membri dell'UE – devono lavorare insieme in un approccio coordinato”.

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