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Fra Francesco Patton parla ad Agenzia CULT nel giorno in cui si apre l’anno di celebrazioni per gli 800 anni del presepe di Greccio e dell’approvazione della Regola francescana
Giotto Presepe Di Greccio San Francesco

Ottocento anni fa, a Natale 1223 a Greccio, San Francesco realizzava il primo presepe. A Natale 2022 si apre ufficialmente l’anno di celebrazioni di questo anniversario. A Betlemme, dove tutto è cominciato, il Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, celebrerà la Messa di Natale a mezzanotte nella Grotta della Natività. Parlando con Agenzia CULT, chiarisce subito un equivoco: “Quando parliamo di presepe tutti pensano alle statuine, mentre la parola presepe, dal latino, significa ‘mangiatoia’. Quando Francesco chiese di fare il ‘presepe di Greccio’, non chiese quello che intendiamo noi come presepe, ma semplicemente di poter celebrare l’Eucaristia sopra una mangiatoia, in una grotta, in un contesto che richiamasse Betlemme” dove il santo di Assisi era stato in pellegrinaggio pochi anni prima (1219-1220).

Il presepe di S. Francesco – sottolinea fra Patton – è una realtà eucaristica più che una sacra rappresentazione: “Chiede di rendere visibile il legame tra il mistero dell’incarnazione e l’Eucaristia”. Come si è dunque arrivati al presepe di oggi? “Il contesto in cui si trovava, quello della valle reatina, dove molti erano pastori, ha fatto sì che si ricreasse l’ambiente” di Betlemme, luogo a cui Francesco si era ispirato e a cui rimarrà sempre legato.

Il Custode di Terra Santa sottolinea anche l’aspetto drammatico del Natale, presente nella liturgia ma anche nell’iconografia cristiana: “Il Bambino giace in una mangiatoia, avvolto in fasce, dentro una grotta con lo sfondo nero. È l’anticipo di quello che avverrà a Gerusalemme: la mangiatoia diventa la tomba, la grotta il sepolcro, e le fasce il sudario”. Non una visione negativa, ma realistica, anche pensando a ciò che i cristiani vivono in Terra Santa ogni giorno: “Ciò che si dice di Gesù nei Vangeli vale anche per la Sua continuazione nella storia, cioè la Chiesa e i cristiani, che continueranno a vivere il dramma di Gesù, ma anche la bellezza delle beatitudini, e sempre in un orizzonte di speranza, la risurrezione”.

LA REGOLA FRANCESCANA

Nel 2023, anche la Regola francescana compie 800 anni dall’approvazione. Secondo fra Patton – che l’anno prossimo festeggerà i 40 anni di professione religiosa nell’Ordine dei frati minori – essa conserva intatta la sua attualità per il mondo di oggi: “Innanzitutto per la sua idea ispiratrice: è possibile vivere il Vangelo non come visione utopica, ma come proposta che aiuta a dare forma alla vita. In secondo luogo, in un mondo in cui c’è un’idea distorta di libertà, la Regola dice che senza un progetto, un fine ultimo, la libertà distrugge la persona, mentre se posta in dialogo con Dio, allora la persona fiorisce in pienezza e dignità”.

I temi di riflessione sono diversi, dalla preghiera alla vita fraterna, al lavoro, alla missione. In alcuni casi si tratta di “idee rivoluzionarie”, come quella di lavoro: “S. Francesco dice che il lavoro è una grazia e ne sgancia il valore dalla retribuzione”. Se l’Italia sarà il luogo dove si concentreranno la maggior parte delle iniziative riguardanti questi anniversari francescani, in Terra Santa, la Custodia offrirà la propria collaborazione – come avvenuto per la mostra inaugurale di “Greccio 2023”, in corso a Betlemme. Svilupperà, inoltre, un percorso di approfondimento spirituale, formazione e giornate di studio su questi temi.

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