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Visitabili Palazzo Wedekind e la Pinacoteca dell’Istituto. Il direttore della comunicazione dell'Inps, Diego De Felice, intervistato da Radio Vaticana: “L’Inps è il pilastro del welfare italiano. Anche nelle opere che detiene questo si percepisce. Sono opere legate a questo mondo e all’evoluzione dell’arte e della società italiana”

Per celebrare la Festa della Repubblica, domenica 2 giugno l’Inps aprirà le porte di Palazzo Wedekind e della Pinacoteca dell’Istituto alla cittadinanza, dando seguito all’iniziativa promossa dal ministero della Cultura e rendendo in tal modo accessibile il patrimonio artistico e culturale dell’Istituto. Ne ha parlato a Radio Vaticana Diego De Felice, direttore della comunicazione dell’Inps, per sottolineare come l’Istituto renda fruibile i suoi tesori in occasione della Festa della Repubblica con l’obiettivo di avvicinarsi sempre più ai cittadini. “L’Inps è tante cose”, ha esordito De Felice ricordando il consistente patrimonio detenuto dall’Istituto e costituito da oltre novemila opere d’arte tra pitture, sculture e oggetti di arte grafica. “Forse questo è il lato meno conosciuto – ha spiegato -: l’Inps è infatti detentore di un bel patrimonio artistico culturale, circa novemila opere d’arte distribuite su tutto il territorio nazionale e ha anche la proprietà di alcuni edifici prestigiosi, da Palazzo Wedekind a piazza Colonna a Roma a Palazzo Pazzi a Firenze, fino a Palazzo Missori a Milano, solo per citarne alcuni. Sono palazzi prestigiosi ma anche vivi e vitali”. E oggi l’obiettivo dell’Inps è “valorizzare questo patrimonio e farlo conoscere ai cittadini con visite guidate sia per vedere i palazzi sia per vedere le opere che conservano”.

Coadiuvata da provvedimenti normativi, quali la legge 29 luglio 1949, n. 717 e l’incorporazione di enti ed amministrazioni di previdenza, la raccolta dell’Istituto ha visto una genesi di arricchimento progressivo, fino ad arrivare alla considerevole quota di oltre novemila opere d’arte. “A palazzo Wedekind abbiamo costituito una pinacoteca che rappresenta la summa di tutto il patrimonio – ha proseguito il direttore Comunicazione dell’Inps -. Le opere sono legate tutte da un filone tematico che è quello del lavoro quindi le acquisizioni erano anche legate a una visione del ruolo dell’Istituto nella società italiana. L’Istituto, che quest’anno compie 126 anni, ha attraversato gran parte della storia d’Italia colloquiando con la società italiana che è passata da un mondo agricolo a un terziario avanzato. L’Inps è il pilastro del welfare italiano. Anche nelle opere che detiene questo si percepisce. Sono opere legate a questo mondo e all’evoluzione dell’arte e della società italiana”.

L’apertura per la Festa della Repubblica ha anche lo scopo di ricompattare il legame tra l’Istituto e il pubblico. “Su impulso del presidente Gabriele Fava e della direttrice Valeria Vittemberga abbiamo voluto aprire il 2 giugno proprio per un senso di apertura, di non chiudersi nel palazzo. Il vero obiettivo dell’Inps è la coesione sociale. Tante prestazioni vanno in questa direzione, come quindi anche curare l’aspetto artistico-culturale”.

Questo slancio culturale dell’Istituto non si ferma all’apertura del 2 giugno, ma viene da lontano e coinvolge direttamente i dipendenti dell’Inps. “Come direzione Comunicazione abbiamo avviato la realizzazione di una collana – 20 Opere per 20 Regioni – in cui ogni direzione regionale realizza una pubblicazione sulle 20 opere più importanti che detiene, sia di carattere architettonico che pittorico. Tutto realizzato internamente all’Inps, un’attività con cui rendiamo consapevoli i cittadini delle opere che abbiamo. Siamo partiti dal Trentino Alto Adige, poi il Piemonte, la Toscana e a breve la Campania. Il numero zero è stato dedicato alla Direzione generale, cioè a Palazzo Wedekind e continueremo ancora: in due anni vogliamo coprire tutta l’Italia. I colleghi si sentono orgogliosi: vogliamo dare orgoglio ai colleghi e fiducia ai cittadini”.

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