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L’esposizione è il primo traguardo pubblico di un lungo progetto che condurrà all’inaugurazione di uno spazio didattico-museale presso la Casa della Memoria

Presso la sede di Casa della Memoria, nelle rinnovate sale del palazzo Martinengo delle Palle di Brescia, si è aperta la mostra “SIAMO TESTIMONI non perché c’eravamo ma perché non abbiamo mai smesso di esserci”, curata da Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Centro Teatrale Bresciano e promossa dall’associazione Casa della Memoria e dal Comune di Brescia in occasione del Cinquantesimo anniversario della strage di piazza Loggia. L’esposizione è il primo traguardo pubblico di un lungo progetto che condurrà all’inaugurazione di uno spazio didattico-museale presso la Casa della Memoria. Il percorso di mostra illustra l’incessante impegno di testimonianza profuso dalla cittadinanza bresciana e documenta le modalità di attuazione delle numerose pratiche di memoria di natura pubblica che da tempo l’Associazione sostiene e promuove. L’intento è quello di consolidare il processo di riconoscimento della portata pubblica dei fatti, promuovere la partecipazione dei cittadini e favorire la costruzione da parte dei singoli individui di una propria esperienza, così da contribuire alla diffusione della consapevolezza che si è tutti testimoni e che a ciascuno di noi è affidato il compito di tutelare la democrazia, fondata sui diritti e sui valori sanciti dalla nostra Costituzione.

Intorno al vivo ricordo di Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda, l’esposizione raccoglie le testimonianze delle diverse forme assunte nel tempo dalla memoria, dalla riflessione e dalla elaborazione collettiva dei fatti del 28 maggio 1974 e del lunghissimo e non ancora concluso percorso giudiziario. Nei materiali custoditi dalla Casa della Memoria, si ritrovano i protagonisti di questi 50 anni di testimonianza: volti celebri, cittadini anonimi che presero parte alle manifestazioni e alle infinite iniziative promosse dalle istituzioni e dalla società civile, famigliari e amici delle vittime, ma anche bambini che all’epoca dei fatti non erano ancora nati. Fotografie, slogan, dibattiti, concerti, mostre, concorsi per le scuole e pubblicazioni: un patrimonio che emerge per l’occasione dagli archivi della Casa della Memoria e che si presenta al visitatore nella sua dimensione di intreccio di voci e visioni accomunate dalla potenza del ricordo e animate dalla appassionata ricerca della verità e della giustizia. Quello che si potrà vedere nelle sale di via San Martino della Battaglia è solo una parte di un giacimento ben più ampio e in gran parte immateriale, simbolicamente evocato in mostra dai molti contenitori in cartone, chiusi o semiaperti, che alludono non solo al patrimonio archivistico di Casa della Memoria ma anche alle storie che – a cominciare da quelle delle otto vittime – la città custodisce amorevolmente da quel 28 maggio 1974.

I materiali sono distribuiti in otto sezioni, una per ciascuna delle vittime: quella operata non è una ricostruzione di natura filologica, ma una digressione poetica che si lega a doppio filo al film originale prodotto da Centro Teatrale Bresciano e 5e6, ideato e realizzato in occasione dell’anniversario e che sarà parte del percorso espositivo. Non perché c’eravamo vede il soggetto a opera di Paolo Bignamini, regista riconosciuto a livello nazionale che da tempo collabora con il CTB, ed è tratto dal romanzo Una specie di vento di Marco Archetti (edito da Chiarelettere), scrittore bresciano e consulente artistico del CTB. La sceneggiatura porta la firma di Marco Archetti, Giulia Asselta e Paolo Bignamini; la regia è dello stesso Paolo Bignamini insieme a Marco Jeannin, regista cinematografico per 5e6. Interpreti sullo schermo, Andrea Soffiantini, Mario Cei, Marta Lucini, Matteo Bonanni, Jasmine Monti, Valentina Bartolo, Roberto Trifirò, Antonio Perretta, Katerina Haidukova. Il film vede poi la partecipazione straordinaria di Simone Cristicchi, artista impegnato in diversi progetti produttivi di successo con il CTB, che per questa iniziativa ha composto il brano intitolato Brescia 74, colonna sonora di Non perché c’eravamo.

E dalla drammaturgia sono appunto tratti gli otto titoli di sezione dell’esposizione intorno ai quali si condensano, per via di suggestioni, i materiali scelti per la mostra e raccolti nel tempo da Casa della Memoria: “Chiuso per sciopero”; “Il 1974 sarà la rivoluzione o la fine del mondo?”; “Sentirsi uniti dentro una storia che ci prevede tutti”; “Aprirsi voleva dire far parte di qualcosa di più grande”; “Ognuno portava qualcosa”; “Noi credevamo sul serio nella possibilità di cambiare le cose”; “Ragazzo vieni sotto che piove”; “Noi che desideriamo cambiare la storia”. Completa il percorso di visita l’opera di Umberto Mastroianni Accelerazione, donata dall’artista a seguito della mostra La memoria storica dell’Arte, organizzata a Brescia in occasione del primo decennale della strage. Il grande collage è espressione di un sentimento cosmico che si manifesta allo stato nascente: le forme emergono da una controparte oscura e magmatica, pronte a muoversi in un impasto formato da un numero incredibile di componenti e costituito come dal rapprendersi di tante esistenze distinte, tutte ugualmente fuse nel risultato finale. Pur nella sua astrattezza, Accelerazione – che fu eseguita non a caso nel 1975 – costituisce quindi un compiuto simbolo del processo di partecipazione che la mostra racconta attraverso l’addensarsi della memoria.

La progettazione dell’allestimento e l’elaborazione dell’immagine coordinata della mostra sono state affidate allo studio Limiteazero, tra i più qualificati in Italia in ambito museografico, già titolare dell’allestimento del Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia (Red Dot Award 2023 nella categoria “Exhibition design”). Sponsor tecnico del progetto è Imbal Carton, per il contributo fornito in fase di allestimento; un ringraziamento speciale a CA.OS. Group Srl per la collaborazione.

Dal 24 al 30 giugno, per tutti i week end, Fondazione Brescia Musei ha organizzato delle speciali visite guidate per i visitatori, oltre a due laboratori – MANIFESTIAMO! il 9 giugno e PRATICHE DI MEMORIA il 23 giugno – per immergersi nella memoria del 28 maggio 1974 e avvicinare i cittadini e generazioni diverse a un passato che ancora ci appartiene e che è in grado di consolidare i valori di libertà, democrazia, necessari per la progettazione del futuro.

La mostra Siamo Testimoni arricchisce di un ulteriore importante tassello la proposta che Fondazione Brescia Musei dedica al ricordo della strage di Piazza della Loggia nel suo cinquantesimo anniversario, dopo la mostra di Maurizio Galimberti al Museo di Santa Giulia (fino al 28 luglio 2024), dal titolo Brescia, Piazza Loggia 1974, promossa da Fondazione Brescia Musei e curata da Renato Corsini da un’idea di Paolo Lodovici e Maurizio Galimberti. L’esposizione è uno degli appuntamenti della VII edizione del Brescia Photo Festival. Il progetto sviluppato da Maurizio Galimberti trae spunto da fotografie originali di Pietro Gino Barbieri, Silvano Cinelli, Renato Corsini e Eugenio Ferrari fornite dall’Archivio di Casa della Memoria, dall’Archivio storico Silvano Cinelli e dall’Archivio Corsini/Ferrari. Partendo dalle fotografie scattate il giorno della strage, e includendo anche alcune immagini di manifesti, scritte murali, fototessere, il reportage dei funerali e dei disegni di bambini, Galimberti ha realizzato una nuova, potentissima lettura. Il valore storico e documentale di queste immagini originali è stato sottoposto a un processo di scomposizione e ricomposizione, tipico della cifra tecnica più caratteristica di Galimberti. Il risultato è una installazione di 40 fotocollage di grande formato alle quali si aggiungono sei Polaroid 50×60, ottenute attraverso la trasposizione dell’immagine su lastra e sviluppo a strappo da negativo. Galimberti crea in questo modo un nuovo racconto dove tutti gli elementi che compongono le sue opere sono messi in evidenza, al fine di restituire al visitatore un nuovo e diverso tono di drammaticità ai fatti documentati e stimolare inediti spunti di riflessione.

Il 26 maggio e in replica il 15 giugno e il 7 luglio sarà possibile partecipare a una speciale visita guidata con narrazione alla mostra: Pioveva quella mattina, un progetto di Fondazione Brescia Musei in collaborazione con l’Associazione In cerca d’autore. Il ricordo di chi c’era, lo sforzo di chi ha provato a raccontarlo, il dolore di chi è sopravvissuto, la tenacia di chi non si è arreso alla pioggia, alla violenza, al silenzio. Un ritratto di chi è rimasto per sempre in quella piazza.

Il 27 maggio alle ore 18, al Museo di Santa Giulia, sarà presentato al pubblico il catalogo della mostra, alla presenza del curatore, Renato Corsini, e dell’artista, Maurizio Galimberti.

“Il percorso di avvicinamento al 28 maggio da mesi è costellato da appuntamenti, mostre, occasioni di riflessione. La città tutta sente moltissimo questo anniversario, un sentimento di compartecipazione al dolore, fortemente condiviso anche dall’amministrazione, che sfocia in una moltitudine di eventi che concorrono a lasciare un segno, una memoria anche nelle generazioni che quel triste giorno di cinquant’anni fa non erano in piazza perché non erano ancora nate. Il lavoro di Fondazione Brescia Musei insieme con Ctb si inserisce in questo prolifico percorso di consolidamento della memoria collettiva attraverso un’esposizione che chiede al visitatore di farsi testimone. Una chiamata all’azione che oggi, cinquant’anni dopo, riecheggia quella presa di coscienza e di responsabilità pubblica che portò in piazza Loggia migliaia di persone a manifestare contro l’eco fascista di quei difficili giorni. Anche noi, oggi, grazie all’esposizione a palazzo Martinengo delle Palle, possiamo essere testimoni di quel coraggio e di quella determinazione che fu motore, poi, della pervicacia nel perseguire la verità politica e giudiziaria della strage”, spiega Laura Castelletti, Sindaca di Brescia.

Aggiunge Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei: “Oggi presentiamo una mostra molto importante, che anticipa l’apertura di uno spazio espositivo permanente, che sarà allestito presso la Casa della Memoria, e che sarà dedicato proprio alla memoria della strage. La mostra che inauguriamo oggi ci racconta come, nei cinquant’anni trascorsi dal quel tragico 28 maggio, la nostra città abbia vissuto la memoria dell’attentato. Se da un lato c’è stata una elaborazione del lutto collettivo, al contempo il ricordo è sempre stato un’occasione di riaffermazione e trasmissione alle nuove generazioni dei valori fondamentali – libertà, democrazia, opposizione a ogni regime totalitario – che le vittime dell’attentato testimoniavano in piazza. Continuare ad affermare questi valori anche nella memoria di un evento così traumatico è un passaggio di testimone per le nostre generazioni doveroso, fondamentale e fondante, soprattutto in questo particolare momento storico, in cui la difesa dei valori della democrazia è necessaria e non si può pensare sia acquisita per sempre”.

“Il Centro Teatrale Bresciano è orgoglioso di partecipare alle iniziative organizzate in occasione del Cinquantesimo anniversario della Strage di Piazza della Loggia – prosegue Gian Mario Bandera, Direttore Centro Teatrale Bresciano – con il film intitolato Non perché c’eravamo realizzato per Associazione Casa della Memoria insieme alla società di produzione 5e6. Quale presidio teatrale e culturale della città, parte della nostra missione è approfondire, attraverso gli strumenti del teatro, la comunità in cui siamo radicati. Il nostro lavoro sui fatti di Piazza della Loggia è iniziato alcuni anni fa con lo spettacolo La parola giusta con Lella Costa e la pubblicazione del Diario di comunità che ha raccolto decine di testimonianze. Siamo quindi grati di poter continuare a contribuire a questo progetto di memoria con un nuovo e fondamentale tassello, che ci impegna in una produzione dove teatro e cinema si incontrano. Siamo poi particolarmente felici che anche in questa occasione si rinnovi la collaborazione con Fondazione Brescia Musei la cui significativa esposizione che prende il via oggi vede Non perché c’eravamo come parte integrante. Grazie ai molteplici linguaggi che siamo riusciti a fondere insieme proponiamo quindi un’occasione importante per tutti i bresciani per approfondire e fare memoria di una pagina tra le più radicate nella storia della città”

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