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“Declinare l’obiettivo 4.6 della nuova programmazione delle politiche di coesione 21-27 in Puglia ha significato, ormai da più di un anno, prima di tutto chiedere un diverso approccio all’elaborazione delle proposte progettuali per l’investimento sui luoghi di cultura e sui nuovi servizi per la fruizione culturale. Un nuovo approccio che richiedesse prima di tutto di guardare non soltanto al cuore dell’attività culturale e alle ricadute dirette di questa, ma anche alla capacità di coinvolgimento e di partecipazione delle comunità e all’impatto sociale che le attività culturali possono determinare sul territorio”. Lo ha detto Annamaria Candela, Dirigente Tutela e Valorizzazione Patrimoni Culturali della Regione Puglia, a margine della tappa d Bari di ArtLab 2024. Il ciclo della Politica di Coesione Europea 2021-2027 mette in evidenza la Cultura e i settori culturali e creativi (CCS) nei programmi nazionali e regionali. In Italia, la Cultura è integrata come tema unificante tra gli obiettivi politici, fungendo da veicolo per il benessere e la coesione sociale. L’obiettivo specifico (OS 4.6) promuove la partecipazione culturale e il riutilizzo di beni culturali e pubblici per l’innovazione sociale nel contesto del “welfare culturale.” Si mira a stimolare un dialogo su come le regioni italiane stanno affrontando queste nuove sfide, utilizzando la Cultura per lo sviluppo territoriale, l’inclusione e la collaborazione, ed esplorando strategie efficaci per la loro attuazione.

Per la Puglia si è trattato quindi di “una declinazione piena dei principi del New European Bauhaus che peraltro la Commissione Europea ci ha chiesto in modo molto fermo durante l’elaborazione del programma. Quello che, anche con il supporto di tanti partner di ArtLab e con la collaborazione con le altre regioni, stiamo in particolare mettendo a punto è il lavoro su un fronte che non è nuovo ma che richiede sempre una maggiore attenzione, quello della costruzione mirata di partenariati pubblico-pubblico e quindi di reti tra enti locali sul territorio per la valorizzazione dei luoghi di cultura. Ma soprattutto partenariati pubblico-privati per la gestione e per accrescere il pronostico di efficacia degli investimenti che per i luoghi di cultura e per i processi di crescita culturale delle comunità abbiamo bisogno di fare”.

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