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Cinque luglio 1982. L’Italia intera è incollata alla TV. Si affrontano due nazionali leggendarie e la posta in gioco è l’accesso alle semifinali dei Mondiali. La mitica tripletta di Paolo Rossi. La miracolosa parata di Zoff al 90’. La strada aperta verso l’Italia campione del mondo!!! A quarant’anni da quella partita epica, e a 20 dalla sua prima rappresentazione, Davide Enia – scrittore, drammaturgo, attore e regista pluripremiato e amatissimo da pubblico e critica – torna a mettere in scena il celebre monologo Italia – Brasile 3 a 2, in una versione aggiornata e rivisitata. In Italia –Brasile 3 a 2. Il ritorno nuove sono la regia, le luci, le musiche. Lo spettacolo opera su un doppio binario. Il primo è quello della coscienza collettiva, tramite il ricordo di quell’evento specifico che segna un atto identitario e comunitario. Il secondo è quello della coscienza intima, ovvero l’operazione privata di scomposizione e ricomposizione dei temi e dei sentimenti affrontati, rapportandoli al proprio vissuto personale. La partita epica della nazionale contro il Brasile diventa così uno strumento liberatorio, il suo ricordo è intriso di gioia e questo restituisce al dispositivo teatrale il suo ruolo di costituente della coscienza comunitaria. Anche in Italia –Brasile 3 a 2. Il ritorno – serata unica al MAXXI di Roma, venerdì 23 settembre alle 21.00 – la partitissima non è raccontata solo dalle gesta eroiche dei giocatori: il vero protagonista è il gruppo di parenti e amici che, stipati di fronte al nuovo apparecchio TV a colori acquistato per l’occasione, vive i 90 minuti della sfida tra riti, scaramanzie, esaltazioni, depressioni, imprecazioni e devozioni.

Ma, rispetto a 20 anni fa, è cambiato il mondo. Le urgenze sono diverse, i vuoti urlano più dei pieni: c’ è una guerra in corso, il nostro pianeta e il nostro ecosistema sono in crisi, è in atto un conflitto sociale durissimo, il Covid ha modificato per sempre le nostre vite e il nostro modo di relazionarci con gli altri. Tutto questo rimette in discussione lo stesso dispositivo teatrale, la sua urgenza, il suo fine. Inoltre, molti dei protagonisti di questo lavoro non ci sono più: sono morti Paolo Rossi, Enzo Bearzot, Socrates, Valdir Perez. È morto lo zio Beppe. Eppure, i loro occhi, le loro voci, le loro gesta continuano a ripresentarsi come presenze vive, scena dopo scena, parola dopo parola, gol dopo gol. Nella magia e nel mistero del teatro, la presenza di chi non c’è più continua a vibrare da questa parte della vita, si impone nella memoria, segna traiettorie nel futuro.

Dice Davide Enia: “Italia Brasile 3 a 2 è uno spettacolo felice, che trasmette senso di comunità e di appartenenza. Sia per la gioia della vittoria sia per quella di ritrovarsi insieme per condividere, corpi in mezzo ad altri corpi. È uno spettacolo che ha una forte fisicità, crea empatia. Quella partita mitica di quaranta anni fa ha mostrato un calcio ancora possibile, ha unito gli italiani, è diventata l’unico momento felice condiviso di coscienza collettiva. E come nella tragedia nell’antica Grecia, il suo effetto liberatorio tende alla catarsi, tramite la gioia. È il sapore della vittoria. È Dioniso che segna di puntazza arraggiata all’incrocio dei pali”.

 

 

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