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Il progresso, che sia tecnologico o sociale, ha aggiunto il ministro, "non può prescindere dalla cultura, perché è proprio la cultura che definisce chi siamo e che cosa possiamo diventare"

“La giornata di oggi vuole dimostrare quanto sia vitale il dialogo tra le istituzioni, le imprese, le scuole, le università, i centri di ricerca, per dare vita a dei veri e propri ecosistemi in cui i vari attori coinvolti possono dare il loro contributo in termini di conoscenze, in termini di esperienza, per costruire insieme una visione che sappia davvero generare valore pubblico. E proprio in termini di crescita la cultura, che è protagonista di questa giornata, rappresenta un sistema vivente di valori che si evolve, si trasmette attraverso le generazioni. E in ciò che ci permette di comprendere il mondo, di interpretarlo, di trasformarlo in un contesto sempre più interconnesso, sempre più globale, la cultura riveste un ruolo ancor più cruciale, perché ci insegna ad essere aperti, ad essere curiosi, a costruire un futuro sempre più inclusivo e sostenibile”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, in un video messaggio inviato in occasione dell’apertura della XX edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali, l‘incontro internazionale, organizzato e promosso Promo PA Fondazione a Lucca il 9 e 10 ottobre, dedicato all’innovazione e allo sviluppo del sistema pubblico e privato della Cultura.

Il progresso, che sia tecnologico o sociale, ha aggiunto il ministro, “non può prescindere dalla cultura, perché è proprio la cultura che definisce chi siamo e che cosa possiamo diventare. Questo è un processo particolarmente evidente quando si osservano le interazioni tra la cultura, le innovazioni tecnologiche, con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Sono due elementi apparentemente distinti, che però io credo si influenzino a vicenda, creando delle dinamiche di cambiamento che plasmano la nostra società. Ed è indubbio che al centro di queste interazioni c’è sempre un unico elemento, le persone. L’unico punto di partenza per innescare qualsiasi tipo di trasformazione. E lo è questo soprattutto in un momento complesso come quello attuale, in cui la necessità di modernizzare qualsiasi organizzazione, anche la pubblica amministrazione, coincide con quella rivoluzione digitale, inarrestabile, che in pochissimi anni starà offrendo nuovi stimoli che solo l’uomo può governare”.

Dunque la buona riuscita del cambiamento culturale e strutturale, “da cui le nostre organizzazioni non possono più esimersi, necessita di azioni concrete che consentano il raggiungimento di diversi e ambiziosi obiettivi. Obiettivi che non si possono traguardare senza il congiungimento attivo delle persone. Ed è con questo spirito costruttivo che noi abbiamo portato avanti da subito una serie di misure destinate proprio ad innescare un circolo virtuoso, in grado di generare un cambio culturale nelle organizzazioni pubbliche, coinvolgere le giovani generazioni, offrire servizi sempre più efficienti ai nostri utenti, cittadini e imprese”.

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