skip to Main Content

Non il Colosseo, la Cupola di San Pietro o i grandi monumenti che identificano la Capitale nel mondo. A diventare protagonista è un elemento apparentemente anonimo, quotidiano e spesso inosservato: il sampietrino. Da questo dettaglio urbano prende forma “Materia di Roma”, la prima mostra romana dell’artista Micaela Mastropasqua, ospitata dal 16 al 18 luglio al Castello Miramare di Maccarese nell’ambito del festival Cinemagia – Cinema Damare, organizzato da Claudio Bucci. La serie di dipinti nasce da una riflessione sulla città osservata dal basso, attraverso uno dei suoi elementi più caratteristici. L’artista sceglie infatti di raccontare Roma partendo dalla sua pavimentazione storica, trasformando il sampietrino in una chiave di lettura della città e del suo paesaggio urbano. “A prima vista i sampietrini sembrano tutti uguali. Basta osservarli con attenzione per accorgersi che non ce n’è uno identico all’altro. Ogni dipinto offre un punto di vista diverso sullo stesso soggetto, rivelandone ogni volta una nuova sfaccettatura”, si legge nel testo che accompagna la mostra. Il progetto invita a cambiare prospettiva, spostando l’attenzione dai simboli più celebri verso ciò che normalmente resta ai margini dello sguardo. “Abbiamo imparato che cosa merita di essere contemplato, venerato e preservato. Scegliere un sampietrino come immagine di Roma significa spostare lo sguardo dal monumentale verso un elemento quotidiano.” Per Mastropasqua il lavoro nasce da un lungo rapporto personale con la città. Originaria di Lanús, in Argentina, e oggi residente a Roma, racconta come la serie sia maturata nel tempo, attraverso un’osservazione lenta e costante delle strade della Capitale.

“Camminavo per Roma da molti anni. All’inizio ero una visitatrice, poi la città è diventata parte della mia quotidianità. Solo più tardi ho capito che, mentre percorrevo le sue strade, stavo già costruendo lo sguardo da cui sarebbe nata questa serie.” Il primo elemento ad attirare la sua attenzione non sono stati i sampietrini, ma le pietre d’inciampo. Successivamente lo sguardo si è concentrato sulle fughe tra una pietra e l’altra, dove si accumulano semi, foglie, mozziconi di sigaretta e piccoli oggetti dimenticati. “Ho iniziato a osservare i sampietrini e ciò che rimaneva tra una pietra e l’altra: semi, foglie, tappi di bottiglia, mozziconi di sigaretta. Piccole sorprese lasciate tra una pietra e l’altra.”

La mostra racconta così una Roma lontana dagli stereotipi, costruita attraverso dettagli minimi che diventano occasione di riflessione pittorica. Ogni tela rappresenta un diverso frammento della città, trasformando il selciato in una superficie viva, ricca di variazioni cromatiche e compositive. L’artista descrive il proprio lavoro come una ricerca aperta, fatta di domande, sperimentazioni e continue deviazioni, nelle quali anche i tentativi meno riusciti contribuiscono alla costruzione dell’opera. “Una serie nasce quando una domanda genera un’altra domanda. Più la ricerca si affina, più la pittura diventa fedele a ciò che sto cercando. Non considero questo un percorso lineare, né una successione di opere riuscite e opere meno riuscite. Anche i tentativi, le deviazioni e le intuizioni più leggere fanno parte della ricerca. A volte sono proprio i dipinti più sperimentali ad aprire nuove strade.” L’obiettivo finale non è offrire una rappresentazione documentaria della città, ma condividere un modo diverso di guardarla. “Quando un dipinto è finito, spero che trasmetta un senso di pace. Mi piacerebbe che chi lo osserva potesse intuire le domande che hanno accompagnato la sua realizzazione e condividere, anche solo per un momento, quel modo di guardare che ha dato origine al lavoro.”

Nata a Lanús, in provincia di Buenos Aires, nel 1992, Micaela Mastropasqua si è formata alla Escuela de Bellas Artes Manuel Belgrano e ha successivamente conseguito il diploma in Ceramica artistica presso la Escuela Superior de Cerámica de Manises, in Spagna. Dopo aver vissuto e lavorato tra Spagna e Italia, dedicandosi alla pittura e alla ceramica, è stata cofondatrice del laboratorio veneziano La Ciotola, dove ha insegnato ceramica ad adulti e bambini. Oggi vive e lavora a Roma, e “Materia di Roma” rappresenta la sua prima mostra personale interamente dedicata alla Capit

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top