Ha preso il via a Ferrara la XXXI edizione di RESTAURO, il Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, in programma fino al 14 maggio negli spazi di Ferrara Expo. La manifestazione, tra gli appuntamenti più autorevoli a livello nazionale e internazionale dedicati alla conservazione, al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale, riunisce istituzioni, università, imprese, professionisti e centri di ricerca in un confronto sui temi più attuali del settore: dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione, dalla sostenibilità energetica alle nuove tecnologie applicate ai cantieri di restauro. Con oltre cento appuntamenti tra convegni, giornate di studio, mostre e laboratori, RESTAURO 2026 si conferma piattaforma di dialogo e networking per il comparto, rafforzando anche la propria dimensione internazionale grazie alla presenza di delegazioni estere provenienti da 18 Paesi. Al centro della manifestazione, la costruzione di una rete di competenze capace di mettere in relazione tutela, innovazione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale.
La manifestazione ha preso avvio con la Cerimonia di Apertura, seguita dal taglio del nastro e dai saluti del presidente di Ferrara Expo Andrea Moretti, del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli. Al loro fianco sono intervenuti numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo accademico. Tra questi Alessio De Cristofaro, direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica e la Promozione del Patrimonio del Ministero della Cultura, Cristina Bartolini, Dirigente del Servizio III – Tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico del Ministero della Cultura, e Matteo Masini, Direttore Ufficio Beni di Consumo ICE Agenzia. Presenti anche Marcella Zappaterra, Consigliera Questore della Regione Emilia-Romagna, Alessandro Ippoliti, Prorettore al patrimonio architettonico dell’Università degli Studi di Ferrara, Monsignor Massimo Manservigi, Vicario Generale della Diocesi di Ferrara-Comacchio, e Alessandro Bozzetti, presidente di Assorestauro. “RESTAURO si conferma anche quest’anno un punto di riferimento imprescindibile per il mondo dei beni culturali”, ha sottolineato il presidente di Ferrara Expo Andrea Moretti, evidenziando il ruolo della manifestazione come “crocevia internazionale di relazioni, idee e innovazioni”.
All’inaugurazione è intervenuto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, che ha definito il Salone “uno dei momenti più autorevoli a livello nazionale e internazionale” sul tema del patrimonio storico e monumentale. “Per Ferrara è un grande orgoglio ospitare questa manifestazione – ha dichiarato – perché rappresenta un momento assolutamente importante in una discussione molto delicata che riguarda il futuro del nostro patrimonio, la manutenzione ordinaria e straordinaria e le nuove tecnologie”. Gulinelli ha inoltre ringraziato operatori ed espositori “per le grandi competenze che vengono messe in campo e che fanno sì che ogni anno cresca il valore della manifestazione”.
IL MINISTERO DELLA CULTURA
Tra i principali protagonisti dell’edizione 2026 c’è il Ministero della Cultura, presente con un’ampia area istituzionale e un ricco programma di incontri coordinati dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. Proprio il ruolo del MiC e le prospettive future del restauro sono stati al centro degli interventi inaugurali.
Alessio De Cristofaro, direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica e la Promozione del Patrimonio del MiC, ha ribadito come il restauro rappresenti non solo un’attività di conservazione ma anche uno strumento di valorizzazione culturale ed economica. “Il restauro è un’attività di conoscenza, di conservazione ma anche di valorizzazione perché consente di rendere luoghi della cultura e monumenti fruibili e accessibili”, ha spiegato. De Cristofaro ha quindi posto l’accento sulla necessità di investire in ricerca e innovazione, illustrando i progetti presentati dal Ministero anche attraverso i fondi del PNRR. Tra i temi centrali, l’idea dei “cantieri narranti”: cantieri aperti alla comunità e capaci di raccontare ai cittadini il lavoro di tutela e conservazione del patrimonio. “Cerchiamo di trasformare questi cantieri in cantieri che si raccontano ai cittadini, che coinvolgono le persone interessate e che rendano il restauro parte integrante della filiera virtuosa della conoscenza, della tutela e della valorizzazione”, ha affermato.
Sul fronte delle nuove tecnologie e della cooperazione tra istituzioni si è soffermata Cristina Bartolini, dirigente del Servizio III Tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico della Direzione Archeologia, belle arti e paesaggio del MiC. Bartolini ha evidenziato il lavoro di integrazione sviluppato all’interno del Ministero dopo la riforma organizzativa e il coinvolgimento di 44 istituti, soprintendenze e uffici centrali presenti al Salone. “La cifra del Salone del Restauro è quella del dialogo”, ha osservato, richiamando il confronto con università, imprese e territorio. Tra i temi affrontati durante la tre giorni figurano intelligenza artificiale, digitalizzazione, tecnologie 3D e sostenibilità energetica applicate alla conservazione dei beni culturali. “Il Ministero della Cultura partecipa a questo percorso di costruzione di reti e legami mettendo a servizio le competenze e le professionalità del MiC nel restauro e nella conservazione del patrimonio culturale”, ha concluso.
GLI APPUNTAMENTI PRINCIPALI
Tra gli appuntamenti principali in programma al Salone figurano gli Stati Generali del Restauro, che hanno inaugurato la giornata di apertura con un confronto dedicato ai grandi cantieri del restauro contemporaneo e alle nuove sfide della tutela del patrimonio architettonico. Ampio spazio anche ai casi di eccellenza nazionale, con la partecipazione del Parco Archeologico di Pompei e della Galleria Borghese, protagonisti di incontri dedicati rispettivamente all’impiego delle nuove tecnologie nel monitoraggio dei siti archeologici e agli interventi di restauro e innovazione realizzati grazie ai fondi del PNRR. In calendario inoltre la giornata di studi sul restauro della Cattedrale di Ferrara, focus sui progetti di conservazione e valorizzazione promossi dal FAI, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Università di Ferrara, oltre agli incontri dedicati al restauro cinematografico curati dal laboratorio “L’Immagine Ritrovata” della Cineteca di Bologna. Non mancano approfondimenti sui temi più attuali del settore, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità dei cantieri, fino alla prevenzione dei rischi climatici per il patrimonio culturale, affrontati anche attraverso il contributo di Scudo Blu Italia e delle principali istituzioni del comparto.
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