Un ambizioso progetto di innovazione culturale sta ridefinendo il modo in cui viviamo e preserviamo il nostro patrimonio storico. “Una mappatura partecipata del patrimonio culturale in dialogo con territorio e comunità”, realizzato nell’ambito dei Partenariati Estesi “CHANGES” (PNRR – NextGenerationEU), presenta un approccio rivoluzionario alla valorizzazione di Villa Pamphilj e del Casale dei Cedrati. L’iniziativa, guidata da CoopCulture in collaborazione con Linea d’Arte, gisAction e Heritage S.r.l., va oltre la tradizionale documentazione del patrimonio culturale. Per la prima volta, la mappatura integra tre dimensioni fondamentali: il patrimonio storico-artistico, la ricchezza naturalistica e, soprattutto, il vissuto della comunità. Attraverso innovative StoryMaps digitali, il progetto ha creato tre percorsi tematici che permettono di esplorare la Villa sotto diversi aspetti: dalla sua straordinaria toponomastica alla biodiversità unica, fino alle storie e ai ricordi di chi vive questo spazio quotidianamente. La mappatura partecipata ha prodotto risultati significativi: 127 contributi originali raccolti dalla comunità, 140 organizzazioni culturali georeferenziate e 26 punti di interesse dettagliatamente descritti. Questi dati non sono semplici numeri, ma rappresentano un tessuto di conoscenze, memorie e opportunità che aiutano a costruire una governance più consapevole e condivisa del patrimonio culturale. “Questo progetto segna un punto di svolta nella gestione dei beni culturali,” afferma Giovanna Barni, consigliere delegato all’innovazione di CoopCulture. “Non ci limitiamo a preservare la storia e riaprire spazi pubblici, ma creiamo un dialogo attivo tra passato e presente, tra patrimonio e comunità per animare di nuove narrazioni i contesti in cui abitiamo. Le tecnologie digitali diventano così uno strumento per rafforzare il legame tra i cittadini e il loro territorio e un moltiplicatore permanente di relazioni e di crescita culturale e civica. Il progetto è concepito come un’iniziativa in continua evoluzione, aperta al contributo di associazioni, enti e cittadini, per costruire insieme una governance partecipata del territorio”.
“Il nostro progetto rappresenta una trasformazione innovativa di Villa Pamphilj e del Casale dei Cedrati da semplici luoghi fisici a spazi narrativi partecipati,” spiega Elisabetta Bruno, responsabile del progetto per CoopCulture. “Abbiamo creato una sinergia unica tra dati tecnico-scientifici del patrimonio culturale e botanico e le narrazioni della comunità. Attraverso tecnologia GIS di supporto, map tour e Story Maps, abbiamo dato vita a una piattaforma digitale che restituisce alla comunità non solo il racconto del proprio patrimonio, ma anche la percezione collettiva del luogo – dai ricordi storici alle esperienze presenti, fino alle aspirazioni future. L’aspetto più significativo è proprio questa fusione tra dati patrimoniali, botanici e sociali, supportata da strumenti tecnologici innovativi per la raccolta e la condivisione delle informazioni”. Tra i benefici più significativi del progetto emerge la creazione di un modello replicabile di gestione partecipata del patrimonio culturale, che può essere adattato ad altri contesti storici e artistici. La piattaforma sviluppata non solo facilita l’accesso alle informazioni, ma crea anche nuove opportunità di coinvolgimento civico e sviluppo sociale. “Abbiamo voluto offrire ai visitatori di Villa Pamphilj – spiega Francesco Cochetti, presidente del consorzio Casale dei Cedrati – uno strumento innovativo che arricchisce l’esperienza di passeggio tra i viali storici. Grazie al proprio smartphone, chiunque può ora seguire tre itinerari tematici: uno dedicato ai personaggi femminili e del Risorgimento che hanno lasciato un’impronta significativa, un altro che esplora le fontane monumentali e gli edifici storici principali, e infine un percorso che svela la straordinaria ricchezza botanica della Villa. È un modo per rendere ogni passeggiata un’occasione di scoperta consapevole del nostro patrimonio storico e naturalistico.” Il progetto CHANGES è finanziato nell’ambito del PNRR Missione 4 Componente 2, attraverso i fondi NextGenerationEU, e mira a creare un polo di riferimento internazionale per la formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico nel campo della cultura e del patrimonio culturale.
