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Il 22 novembre si è tenuto il webinar “La cultura alle radici dell’erba” organizzato nell’ambito di Più Fundraising Più Cultura 2022, dedicato al tema della sostenibilità economica della tante organizzazioni e forme di azione sociale impegnate in campo culturale che difficilmente possono essere ricomprese in ambiti giuridici riconosciuti quali il Terzo settore, i servizi degli enti locali o le istituzioni culturali accreditate presso il MIC. Questa condizione di “organizzazioni sospese nel limbo” pone non pochi problemi per la loro sostenibilità e quella delle tante attività che quotidianamente animano la cultura delle comunità. E’ necessario quindi che una parte delle politiche di sostegno al sistema culturale italiano riguardi anche queste realtà.

Al Webinar hanno partecipato: Giovanna Barni (Alleanza Cooperative Cultura); Massimo Coen Cagli (Scuola Di Fundraising Di Roma); Niccolò Contrino (Patrimonio Cultura); Sergio Conte (Tributarista, Esperto Ets); Alessandra Ferrighi (Fond. Scuola Beni e Attività Culturali); Fabrizio Minnella (Fondazione Con Il Sud); Vanessa Pallucchi (Forum Terzo Settore); Ledo Prato (Rete delle Culture); Andrea Rebaglio (Cariplo-Funder 35); Vincenzo Santoro (Anci).

Nella prospettiva di individuare risposte adeguate alle esigenze di questo settore si sono individuate molte criticità, per superare le quali sono state individuate concrete piste di lavoro.

La prima riguarda l’esigenza di mappare un settore la cui esistenza è presente a tutti ma di cui non si conosce né la reale consistenza quantitativa, né le tante identità giuridiche e sociali che la compongono. A tale proposito è stato anche presentato l’importante lavoro di mappatura che la Fondazione Scuola dei Beni Culturali sta effettuando sulle tante organizzazioni che sono impegnate in attività di gestione partecipata di beni culturali (https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/ricerca/la-partecipazione-alla-gestione-del-patrimonio-culturale/) e che unitamente al censimento ISTAT del non profit e ad altre mappature effettuate da enti privati potrebbero fornire dati e informazioni molto utili per istruire politiche pubbliche per la cultura più efficaci.

E’ apparso evidente a tutti che occorre investire in modo molto significativo sulle conoscenze e capacità di fundraising di queste organizzazioni anche e soprattutto facendo sistema tra tutti gli attori della filantropia, le organizzazioni di secondo livello dell’associazionismo e della cooperazione, la pubblica amministrazione e i centri di ricerca e formazione – ognuno con i propri strumenti di sostegno alla formazione (tra i quali ad esempio i Fondi Interprofessionali, La Formazione Quadri del Terzo Settore, i fondi destinati alla formazione dei Centri di Servizio del Volontariato o i fondi regionali per la formazione professionale) – affinché vi sia un reale e duraturo potenziamento di questo settore del sistema culturale italiano.

Se da un lato viene sempre più data importanza al fundraising quale strategia di sostenibilità delle organizzazioni culturali, e, in parte, anche delle istituzioni culturali di enti locali, dall’altro però i bandi e i programmi di finanziamento pubblici (PNRR, PN 21-27, fondi strutturali, bandi regionali ecc..) raramente contengono linee e azioni che permettano di sostenere investimenti sul fundraising. E questo pone un forte limite alla sostenibilità nel tempo degli stessi progetti e interventi finanziati con tali bandi.

Sicuramente occorre favorire e soprattutto facilitare la transizione di gran parte di queste organizzazioni nel Terzo Settore cercando di semplificare le tante criticità che esse incontrano nel rientrare nella nuova veste giuridica e rendersi compatibili con le regole amministrative. Allo stato attuale, solo acquisendo questo status è possibile prendere parte a pieno titolo ai processi di co-programmazione e co-progettazione che riguarderanno le politiche culturali a diversi livelli centrali e locali nell’ottica dell’amministrazione condivisa. Oltre che accedere a strumenti e facilitazioni per il fundraising (come ad esempio la piena utilizzazione del 5 per mille, cosa che oggi per la cultura è limitata a pochissimi soggetti).

Come nel caso dei precedenti due webinar, i temi emersi saranno raccolti dagli organizzatori di Più Fundraising e Più Cultura e riportati durante l’evento finale che si terrà a Roma il 1 dicembre prossimo con la partecipazione dei principali stakeholder pubblici, privati e sociali del sistema culturale italiano.

L’evento si svolge in presenza a Roma (presso la Fondazione Besso in L.go di Torre Argentina , 11) e in streaming grazie alla collaborazione con la Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. In entrambi i casi occorre iscriversi sul sito www.fundraisingperlacultura.it dove è possibile consultare il programma aggiornato.

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