skip to Main Content
Audizione in Senato del sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato: “Le risorse messe a disposizione dal Pnrr per la digitalizzazione dovrebbero prevedere un presidio costante degli archivisti”

“L’unico intervento davvero incisivo e funzionale per gli archivi sarebbe l’incremento e il potenziamento delle strutture e dell’organico del Ministero della Cultura come in parte si sta già facendo. La conservazione decentrata e l’attuazione di progetti isolati sono invece soluzioni momentanee, darebbero l’idea di un falso miglioramento e creerebbero ulteriori parcellizzazioni e fratture”. Lo ha detto Andrea De Pasquale, sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato (Acs), nel corso dell’audizione in commissione Cultura del Senato sull’affare assegnato riguardante il rilancio del comparto archivistico.

“Il decentramento non concorrerebbe alla realizzazione di un più libero accesso alle carte e quindi va assolutamente evitato – ha sottolineato De Pasquale -. La rete degli archivi di Stato, insieme all’Archivio centrale dello Stato, trova la propria ragione d’essere nel rendere fruibile e accessibile la documentazione. Gli archivisti di Stato non sono figure passive di questi processi ma ne rappresentano la parte più attiva e qualificata, sono professionisti della conservazione della memoria. Le risorse messe a disposizione dal Pnrr per la digitalizzazione dovrebbero prevedere un presidio costante degli archivisti”.

“Le amministrazioni centrali – ha ricordato De Pasquale – talvolta versano una documentazione che per il pessimo stato di conservazione e per l’eccessivo disordine delle carte non può essere resa immediatamente disponibile. Bisognerebbe conferire maggiore autorevolezza alle commissioni di sorveglianza sugli archivi che a oggi sono l’unico strumento efficace al fine della corretta e omogenea applicazione delle norme. Queste commissioni vanno potenziate soprattutto per quanto concerne le nuove sfide imposte dal digitale”.

Per De Pasquale. “l’amministrazione archivistica deve essere messa completamente in grado di svolgere i propri compiti. Gli archivisti sono consci delle sfide che oggi la tecnologia impone, ma il loro mestiere è reso arduo se non vengono individuati e definiti adeguati ed efficaci canali di comunicazione. Rafforzare le commissioni di sorveglianza è necessario, ma non allo scopo di attuare una conservazione e una consultazione decentrata”.

Back To Top