skip to Main Content
Il disegno di legge riforma le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, che si trovano oggi contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali, inserendole nel Codice penale

Ha preso il via in commissione Giustizia della Camera, con l’illustrazione del testo da parte della relatrice Valentina Palmisano (M5S), l’esame del ddl Franceschini-Orlando “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”. Il provvedimento – che dovrà ricevere i pareri anche delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Cultura e Ambiente – avrà un iter veloce e approderà in Aula nel mese di marzo per poi essere approvato senza modifiche. Il ddl è stato approvato in seconda lettura dal Senato il 14 dicembre ma deve affrontare una terza lettura dal momento che nel corso dell’iter a Palazzo Madama il testo è stato modificato con l’approvazione in commissione Giustizia di alcuni emendamenti che ridefiniscono le pene pecuniarie per i delitti contro il patrimonio culturale, introducono le interdittive in caso di condanna e innalzano le sanzioni.

Il disegno di legge riforma le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, che si trovano oggi contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali, inserendole nel Codice penale. L’obiettivo è ridefinire l’assetto della disciplina nell’ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio. Nel riformare i reati contro il patrimonio culturale, ha sottolineato la Palmisano illustrando il provvedimento, “il legislatore tiene conto degli obblighi assunti con la Convenzione del Consiglio d’Europa sulle infrazioni relative ai beni culturali, fatta a Nicosia il 19 maggio 2017. Tale Convenzione – che l’Italia ha appena ratificato – entrerà in vigore il 1° aprile 2022 e si propone di prevenire e combattere la distruzione intenzionale, il danno e la tratta dei beni culturali, rafforzando l’effettività e la capacità di risposta del sistema di giustizia penale rispetto ai reati riguardanti i beni culturali, facilitando la cooperazione internazionale sul tema, e prevedendo misure preventive, sia a livello nazionale che internazionale”. La deputata pentastellata ha quindi evidenziato che “la proposta di legge in esame deve essere licenziata al più presto, non rilevando particolari profili di criticità”.

Back To Top