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Presentato a Roma il progetto che racconta otto siti archeologici italiani secondo un modello esperienziale integrato sia online che sul posto. Carolina Botti: due filoni principali, il concreto rapporto pubblico-privato e la filiera della valorizzazione e della tutela

Il progetto e-Archeo “è particolarmente significativo anche dal punto di vista dei criteri con cui sono stati scelti i siti. I siti sono rappresentativi dell’intero territorio nazionale, ma anche del multicentrismo tipico delle nostre culture sin dai primordi, sin dall’Italia pre romana. Questa attenzione al multicentrismo culturale italiano è una linea che si è radicata nella cultura aziendale di Ales”. Un approccio evidente già dalla programmazione delle Scuderie del Quirinale, ha ricordato De Simoni, “con le tante mostre dedicate alle tante e varie civiltà figurative italiana: da Parma, a Venezia, a Firenze e, da ultima, a Genova ancora in corso, per finire con la grande mostra Tota Italia che rappresentava proprio la molteplicità delle culture italiche presenti anche sotto l’Egida di Roma”. Questo progetto “vede da una parte una fortissimo componente scientifica e dall’altra una vera e profonda attenzione al visitatore attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

Il presidente di Ales ha anche posto l’accento sulla particolare attenzione che la società in house del MiC pone al rapporto tra pubblico e privato, a partire dalla misura dell’Art Bonus. Un tema richiamato anche dal direttore della società, Caroli Botti. Per Botti ci sono due filoni principali “attraverso cui leggere questo progetto più che i singoli risultati relativi a ciascun sito: il concreto rapporto pubblico-privato, non come slogan ma come modello operativo e buona pratica e l’interessante filiera che va dalla ricerca alla tutela, fino alla valorizzazione e alla promozione”.

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