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Ad oggi il progetto ITsART “sembra soffrire di qualche ritardo nello sviluppo, e non appare del tutto chiaro il business model aziendale, che si presenta – così a titolo esemplificativo – come un catalogo di contenuti prodotti da terzi fra cui, a pagamento a consumo senza possibilità di abbonamento, alcuni titoli molto datati e disponibili gratuitamente o a minor prezzo su altre piattaforme”. Lo afferma la deputata della Lega, Cristina Patelli, in un’interrogazione al ministro della Cultura, Dario Franceschini, e al ministro dell’Economia, Daniele Franco. Patelli chiede “quale strategia, in ragione del suo ruolo, il Governo intenda perseguire per garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi dichiarati” all’avvio del progetto e se l’esecutivo “intenda comunicare, acquisendoli, il numero degli utenti registrati in Italia e all’estero nonché quanti siano i contenuti disponibili e quanti quelli proposti ‘in esclusiva’ e quali, ad oggi, gli investimenti, le spese, i costi e i ricavi”.

La deputata leghista ricorda le dimissioni, “intervenute dopo nemmeno un trimestre”, di Guido Casali dalla carica di amministratore delegato della società che in una nota precisa che l’ad “si è dimesso per decisione personale e non per divergenze sulla strategia”. “Negli stessi giorni però – incalza Patelli – ITsART stipula un accordo commerciale di permuta per lo scambio reciproco di beni e servizi, del valore di circa 1,8 milioni di euro, con Media Maker, società specializzata nella produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi ed editoriali che creerà per la piattaforma una campagna pubblicitaria ad hoc sulla stampa nazionale e sulla sua rete di cartelloni digitali outdoor gestiti a Roma, Milano e in circa 150 centri commerciali in tutta Italia”.

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