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"Ai decisori istituzionali manca la volontà di opporsi ai ricorrenti tentativi di speculazione finora contrastati solo dall'associazionismo locale”

Il Ministero della Cultura agisca per contrastare la rovina della grande villa veneta seicentesca denominata villa-palazzo Gradenigo, sita nel centro storico di Piove di Sacco (Padova). Lo chiede la senatrice Margherita Corrado (Misto) in un’interrogazione indirizzata al ministro Dario Franceschini. Esteso su circa 4.000 metri quadri, con retrostante giardino già all’italiana di quasi 3 ettari, l’edificio, “nonostante l’incuria e le precarie condizioni di conservazione dell’intero complesso, rappresenta tuttora il principale bene culturale tra Padova e la laguna, potenziale elemento di valorizzazione per il Piovese, che di ville venete ne conta ben 9, e per tutta la Saccisica”, ricorda Corrado che aggiunge: “La rovina sembra essere causata soprattutto dall’ignavia e dalla mancata volontà dei decisori istituzionali di opporsi ai ricorrenti tentativi di speculazione finora contrastati solo dall’associazionismo locale”.

Corrado chiede al titolare del Mic quali azioni a tutela di palazzo Gradenigo abbia intrapreso la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso “prima e dopo l’intervento di restauro d’inizio anni Duemila, e in particolare se e quando abbia ingiunto alla proprietà, come la normativa vigente le impone, di attivarsi per garantire la sicurezza e la conservazione del monumento, salvo intervenire al posto di quella per poi rivalersi a posteriori (ex art. 32 del Codice dei beni culturali) ove incontrasse, come incontra, un ostinato rifiuto”. Corrado chiede ancora “quale esito abbia avuto il sopralluogo condotto dalla Soprintendenza a dicembre 2021” e quando “il soprintendente provvederà a concordare con la proprietà modi e tempi di accesso del pubblico in quel monumento di alto valore culturale e identitario”.

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